COMUNICATO STAMPA
In una intervista a Vespa, Mario Segni ha dichiarato che sostiene l'"uninominale" alla francese, a due turni, o quella ad un turno, all'inglese.
Così si esprimono, più o meno, anche tutti gli altri "referendari", se si eccettuano quelli di Massimo Severo Giannini e Marcello Pera, e una nuova presa di posizione, odierna, di Enzo Scotti, che sembra scartare ogni ipotesi di due turni.
Come Scotti giustamente, peraltro, sottolinea i "referendari" fanno benissimo ad esigere che i "pasticcioni" delle due dosi diverse di ogni sistema, ma sempre a due turni, assumono finalmente, se ne sono capaci, una scelta definitiva, chiara. Ma occorre fare altrettanto nel nostro campo.
Dove, Bossi e la Lega a parte, e i federalisti europei dei club Pannella, sembrano essere gli unici ad avere fin qui assunto le proprie responsabilità in lingua italiana invece che in politichese sono per il sistema anglosassone, secco, ad un turno. Per il bipartitismo o tripartitismo, in un quadro di riforma federalista dell'Italia e dell'Europa. Mi auguro che Segni, Martelli, La Malfa, Adornato vogliano finalmente dire e dirci una parola definitiva, politicamente definitiva.