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Agora' Agora - 13 novembre 1992
LEGGE DROGA; C'E' DAVVERO UN DISSENSO FRA AMATO E MARTELLI? IL CORA DICE DI NO. Dichiarazione della vicesegretaria Vanna Barenghi.

Roma, 13 novembre - "Non sappiamo se a fare confusione siano i giornali o i ministri, fatto sta che vale la pena rimettere un po' di ordine concettuale in tema di modifiche alla legge sulla droga. Il CORA chiarisce che:

1. Il decreto Martelli 12 novembre 1992, n. 431, è diviso in due parti. La prima riguarda i malati di AIDS. Il decreto prevede - come i precedenti, la scarcerazione automatica "nei casi di AIDS conclamata o di grave deficienza immunitaria" - sulla base di un decreto ministeriale che stabilirà la soglia di incompatibilità. Ma, con una innovazione di fondamentale importanza rispetto alle prime due versioni del decreto, si aggiunge che "negli altri casi l'incompatibilità per infezione di HIV è valutata dal giudice tenendo conto della durata della carcerazione ancora da scontare e della pericolosità del detenuto in riferimento alle sue attuali condizioni fisiche". E' stata quindi raccolta la richiesta di ampliare le possibilità di scarcerazione avanzata di tutte le associazioni di volontariato, richiesta che era stata formulata al presidente del consiglio Amato anche dai deputati della Lista Pannella nell'incontro svoltosi venerdì 6 novembre. Inoltre non è stato inserito quell'emendamento, che il Senato aveva po

rtato al decreto precedente e che prevedeva il test obbligatorio nelle carceri. Anche su questo punto i deputati della Lista Pannella avevano informato il presidente del Consiglio della posizione contraria assunta dalle varie associazioni del volontariato, e avevano trovato consenso sulla inopportunità di un provvedimento di questo genere.

2. Quanto ai tossicodipendenti il decreto prevede: a) che non venga disposta la custodia cautelare, vale a dire l'arresto preventivo, per i tossicodipendenti, per qualsiasi ragione indagati, quando abbiano in corso un trattamento terapeutico; b) la scarcerazione per tutti i tossicodipendenti, condannati per qualsiasi reato connesso alla loro condizione, che debbano scontare meno di quattro anni, purché accettino di sottoporsi a un programma terapeutico. Su questi punti la nuova versione del decreto è praticamente identica alle precedenti di luglio e settembre, non ratificate dalle Camere.

E' del tutto evidente che il decreto Martelli non ha niente a che vedere, per ragioni cronologiche (risale ad alcuni mesi fa) e di merito con l'impegno assunto dal presidente Amato relativamente alla depenalizzazione del consumo di droga. Infatti questo decreto non modifica le sanzioni (non trasforma le sanzioni penali in amministrative, come propone di fare Amato), ma interviene esclusivamente sulle pene già erogate. Sul merito di questo provvedimento il CORA si era già espresso giudicandolo parzialmente positivo ma inadeguato (soprattutto per quanto riguarda i provvedimenti relativi ai detenuti ammalati di Aids).

Ricordiamo che il presidente del Consiglio, nell'incontro con i deputati della Lista Pannella, si è invece detto contrario a ogni genere di sanzioni penali che puniscano il consumo di droghe proibite e si è dichiarato favorevole alla scarcerazione di tutti coloro che siano detenuti per reati collegati al consumo.

Di fronte a una situazione che può generare interpretazioni diverse il CORA resta quindi in attesa, con migliaia di detenuti, con decine di migliaia di loro familiari e amici, del provvedimento preannunciato dal presidente Amato".

 
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