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Agora' Agora - 16 novembre 1992
SEMINARIO "PER L'ABOLIZIONE DELLA PENA DI MORTE NEL MEDITERRANEO"
Tunisi, 16 novembre '92.

Indetto dalla "Organizzazione per la Pace dei Popoli dell'Europa e del Mediterraneo", che ha aderito alla campagna del Partito Radicale, il 16 novembre '92, a Tunisi, si è svolto un seminario "Per l'abolizione della pena di morte nel Mediterraneo". Per il Partito radicale e il comitato promotore della Lega Internazionale, hanno partecipato ai lavori Sergio D'Elia e Paolo Cesari.

Del POPEM (costituito in occasione e sulla piattaforma dell'incontro tra Bush e Gorbaciov nell'89 a Malta) fanno parte circa 90 organizzazioni di paesi che si affacciano sul Mediterraneo, in genere organizzazioni giovanili o studentesche di partiti nazionali, progressisti.

Il seminario sulla pena di morte seguiva un altro seminario del Popem, tenuto sempre a Tunisi nei due giorni precedenti per organizzare il 3· Festival della Gioventù del Mediterraneo, che si svolgerà a Malta ad agosto del '93, a cui il Partito radicale è invitato nella sezione dedicata alla campagna per l'abolizione della pena di morte.

Hanno partecipato al seminario sulla pena di morte circa venti esponenti di organizzazioni di Tunisia, Marocco, Siria, Libano, palestinesi, Cipro, Malta, Spagna e Francia aderenti al Popem: è la prima volta che rappresentanti di paesi che si affacciano sul Mediterraneo, quindi anche del mondo arabo e musulmano, si riuniscono per discutere e farsi carico di una campagna per l'abolizione della pena di morte.

L'incontro è stato importante perchè ha messo a confronto culture e sistemi politici molto diversi tra loro, su un tema che vede l'Occidente fermo ai soliti luoghi comuni sull'Islam e il taglio della mano ai ladri e, di contro, il mondo arabo attaccato alla questione di Israele (per due giorni, nell'altro seminario, i delegati si sono accapigliati sul fatto se invitare o meno al Festival di Malta un'organizzazione israeliana), della guerra del Golfo, dell'imperialismo americano...

L'Islam - è stato detto - non è uno solo, e il Corano è la legge penale tout-court in soli due stati, il Sudan e l'Iran, mentre negli altri stati, seppure in modi e a livelli diversi, esistono norme di diritto positivo che prevedendo la pena di morte introducono anche norme di procedura penale, più gradi di giudizio, insomma, garanzie giuridiche.

Interessante appare la situazione in Tunisia, dove - ha comunicato Samir Labidi, giovane giurista, figura emergente della politica tunisina, candidato alle elezioni - si annunciano importanti innovazioni, anche istituzionali: il prossimo parlamento verrà eletto con regole democratiche.

Per quanto riguarda la pena di morte, Samir Labidi ha riferito che il presidente della Repubblica Ben Alì, da quando è al potere, ha elargito la grazia in tutti i casi di condanne a morte, eccetto uno. Il presidente tunisino, in un'intervista a Le Monde, si è detto contrario alla pena di morte e alcuni parlamentari, pur non avendole ancora presentate, hanno stilato proposte di legge in questo senso.

Dalla Tunisia potrebbe venire prossimamente un segnale importante, importante per tutto il mondo musulmano. Una moratoria, ad esempio, per permettere che maturino i tempi di un progetto parlamentare marcato in senso abolizionista.

Secondo Labidi, il presidente tunisino è disponibile a pronunciarsi in un'occasione pubblica concordata coi promotori della campagna abolizionista: una conferenza stampa o un'intervista televisiva e radiofonica.

In generale, nel mondo arabo come altrove, la campagna parlamentare e sociale non può essere di tipo "proibizionistico": occorrerà avere un approccio progressivo, di rigorosa regolamentazione della pratica penale, anche della pena di morte: occorrerà tener conto di diverse e profondamente radicate tradizioni, culture, religioni, legislazioni e sacri testi.

Al termine del seminario, è stato costituito un gruppo di lavoro interno al Popem con il compito di trovare adesioni alla campagna abolizionista riferita al Mediterraneo. Un primo punto lo si farà a Roma, a febbraio, in occasione del congresso del P.R., al quale parteciperanno alcuni esponenti del Popem stesso.

Il seminario si è dato un primo obiettivo con l'organizzazione fra un anno, possibilmente a Tunisi, sotto il patrocinio della presidenza della Repubblica o del governo tunisini, di una grande convention del mondo arabo e mediterraneo, con la partecipazione di giuristi, parlamentari, associazioni, partiti.

Dalla convention, durante la quale potrebbe essere annunciata se non acquisita una importante iniziativa del parlamento tunisino, dovrebbero venir fuori un protocollo di intesa in senso abolizionista fra paesi arabi e uno, due obiettivi di azione parlamentare e di mobilitazione nei paesi dell'area del Mediterraneo.

 
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