Marco Taradash (gruppo federalista europeo), membro della Commissione Antimafia ha dichiarato:
Tommaso Buscetta ha di fatto riaperto, con le sue dichiarazioni, il caso Moro. A sentire il pentito una corrente democristiana, quella andreottiana, si sarebbe servita della sua contiguità con Cosa Nostra per cercare di ottenere dai brigatisti la liberazione del presidente della DC. Il Corriere della Sera ha riferito ieri di una testimonianza resa nel 1980 alla magistratura di Milano da un esponente della malavita milanese, dalla quale risulterebbe confermata, almeno in parte, la versione di Buscetta. Dalle dichiarazioni del bandito, Ugo Bossi, risulta anche un coinvolgimento in trattative segrete del dottor Vitalone (l'attuale ministro?) e del dottor Siclari (l'attuale superprocuratore antimafia?), che deve essere a questo punto chiarito. I vecchi combattenti delle Brigate Rosse si sono divisi sulla veridicità di queste rivelazioni. A questo punto la commissione antimafia non può non portare fino in fondo l'indagine sui legami tra Cosa Nostra e mondo politico in una vicenda cruciale della storia repubblican
a quale è stata il rapimento Moro. Anche perché fare piena luce su questo punto, sbugiardando Buscetta o verificandone l'attendibilità, servirà anche a meglio inquadrare la nuova versione da lui data sull'omicidio del generale Dalla Chiesa.