Apparirà domani sul quotidiano "l'Indipendente" un articolo di Marco Pannella dedicato alla riforma della politica e ai rapporti con la Lega. Ne anticipiamo una sintesi per gentile concessione del quotidiano milanese (citare la fonte. Grazie)
"La scelta di Mino Martinazzoli, di Bettino Craxi, e degli stessi Occhetto e La Malfa, di Vizzini, di Garavini, Fini e di Orlando di proporre al paese la continuità dei propri e altrui partiti per i prossimi decenni, è cieca e impraticabile. Il sistema partitocratico cerca di proseguirsi e tramandarsi. Il che non è più tollerabile da parte di chi cerca di conquistare una rivoluzione democratica, liberale, federalista, europea, uno Stato di Diritto, una riforma di stampo anglosassone dell'assetto civile, giuridico, costituzionale ed istituzionale del Paese. La realtà storica grava sulla situazione italiana. Sta franando la costruzione europea. La rivoltante esperienza politica seguita all'Atto Unico del Lussemburgo, di fronte a tutti gli appuntamenti storici maturati - caduta del muro, unità tedesca, crollo dell'impero comunista - ha segnato e segna anche la società italiana.
Sul fronte interno e su quello internazionale il Partito Radicale aveva previsto l'essenziale. Il venti per cento dei nostri parlamentari è musulmano. Il sindaco di Sarajevo è iscritto così come il presidente del movimento per i diritti civili a Cuba. Non violenza politica, federalismo democratico, tolleranza attiva, vita del diritto e diritto alla vita, concreta preparazione di campagne per la riforma dell'ONU e per un governo effettivo e ragionevole dei problemi più atroci del nostro tempo. In Italia 130 parlamentari - PSI, PLI, PRI, PSDI, PDS, Verdi - sono accorsi per salvare e rilanciare questo tentativo.
Perché gli amici della Lega sono estranei a questo processo? Perché non integrare le diversità che possono arricchirci? Siamo d'accordo su federalismo europeo e su federalismo hamiltoniano, interno, sul piano dei principi; d'accordo sull'uninominale anglosassone che costituirebbe il superamento della partitocrazia. Le proposte che avanzo sono molteplici. Una è quella che preclude a tutti coloro che hanno governato per 10 anni di far parte di qualsiasi momento o istituzione esecutivi. Un'altra è quella che ancori nel Paese la proposta uninominale anglosassone. Potremmo pensare ad una alta autorità che processi e sanzioni i profitti di regime; il 'via ai prefetti'; la regionalizzazione delle forze di polizia.
Di questo parlerò aprendo la mia campagna elettorale sabato a Varese e domenica mattina a Monza. E' anche una mia risposta all''Heil Bossi', allo stupido e fanatico incalzare e braccare il leader leghista con cui si cerca di regolare i conti con le proprie paure da parte di troppi".