Per sapere - premesso:
-- che su giornali locali sardi del 23 novembre scorso è stata pubblicata una lettera di 79 detenuti nel Carcere di Buoncammino-Cagliari con la quale si denunciano le drammatiche condizioni di vita del carcere e le degradate relazioni interne oltre che l'incredibile situazione di sovraffollamento (8 detenuti in celle di 16mq per 21 ore al giorno);
-- che nella stessa lettera viene denunciato dai suddetti detenuti di avere, in data 22 luglio 1992, subito violenze: "per motivi non imprecisati siamo stati picchiati dalle guardie...";
-- che in data 26 novembre una delegazione del nostro Gruppo parlamentare ha visitato il Carcere di Buoncammino riscontrando condizioni di vivibilità non dissimili da quelle descritte dai detenuti nella lettera:
- i detenuti sono chiusi in cella per 21 ore al giorno;
- tutte le celle sono sovraffollate;
- possibilità di effettuare la doccia una volta ogni dieci giorni;
- in particolare, nel braccio sinistro, causa il mancato completamento dei lavori, da tempo autorizzati ma non ancora finanziati, l'impianto docce non è funzionante, costringendo i detenuti, con ulteriori gravi disagi e carichi di servizio per la custodia, ad effettuare le docce nel braccio destro;
- circa il 60 % dei detenuti è tossicodipendente e tra questi il 50 % è sieropositivo;
- tutte le celle sono ancora dotate delle finestre c.d. a bocca di lupo, abolite già dalla riforma del 1975;
- a causa del sovraffollamento e della carenza di organico del Corpo di custodia (circa 160 in servizio su 240 in organico) sia il tempo di ricreazione all'aria che quelli dei colloqui sono ridottissimi;
-- che il sovraffollamento, causa di tutte le afflizioni descritte, ha raggiunto la cifra di 680 detenuti (il carcere di Buoncammino ne può contenere circa 300);
-- che nel corso della visita un detenuto ci ha consegnato una lettera che, partendo dalla precedente lettera di 79 detenuti, offre una lettura che inquadra gli avvenimenti e le situazioni in un più ampio contesto e denuncia esplicitamente le condizioni di barbarie in cui versa il carcere di Buoncammino;
-- che lo stesso direttore del carcere, dott. Granata, ci ha comunicato di avere sollecitato un'inchiesta giudiziaria - immediatamente aperta dalla Procura della Repubblica - sugli episodi denunciati dalla lettera dei 79 detenuti; -
1) se sono al corrente delle situazioni descritte;
2) se non ritengono di dover intervenire per accertare i fatti denunciati ed eventuali responsabilità;
3) se non ritengono di dover intervenire per garantire agli operatori penitenziari ed ai detenuti condizioni di lavoro e di vita accettabili;
4) se non ritengono di dovere - come da più parti da lungo tempo richiesto - chiudere definitivamente il carcere di Buoncammino;
5) se non ritengono - poichè è comunemente riconosciuto che le gravi condizioni di sovraffollamento e di ingovernabilità negli istituti carcerari italiani sono la conseguenza di inadeguate politiche di prevenzione e di repressione in materia di tossicodipendenza - di dover intervenire con urgenti atti a modificare la legge Iervolino-Vassalli per interrompere il circuito in atto che determina l'aumento della tossicodipendenza, l'aumento della sieropositività, l'aumento della criminalità, le devastazioni degli istituti giudiziari e carcerari.
Elio Vito
Marco Pannella
Marco Taradash
Emma Bonino
Roberto Cicciomessere
Pio Rapagnà