IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Nel ventesimo anniversario della fondazione dell'Istituto Superiore Internazionale di Scienze Criminali, mi è grato esprimere al Presidente e a tutti i membri il più vivo apprezzamento per l'impegno, di alto valore scientifico, sociale ed umano, profuso nell'approfondimento delle discipline criminali, nella incessante ricerca di nuovi strumenti per il perseguimento della giustizia e della pace sociale nel mondo, così come per la promozione delle istanze irrinunziabili della civiltà, prime fra tutte quelle della libertà e della dignità della persona umana.
Ci troviamo di fronte a una realtà sociale che soffre per la grave crisi dei valori umani: il mancato rispetto della vita, ferita o stroncata dalla violenza, una smodata spinta per emergere ad ogni costo, una quasi disumana corsa spietata alla ricchezza comunque conquistata, sono i maggiori segni di una dignità umana decaduta, di un doloroso vuoto di ideali, di una atonia della spiritualità che è essenza vitale per l'uomo, prima ancora di qualsiasi libera scelta di valori trascendenti.
Eppure il vostro sapere ha l'immenso conforto di cercare anche la più flebile favilla dell'umano in ogni colpevole di qualsiasi più efferato delitto; ha il dovere di mai spegnere la speranza del recupero alla società di ogni persona che pure con la società ha spezzato i vincoli; ha il dovere di trovare la sintesi, che a volte pare irraggiungibile, tra l'affermazione della legge che garantisce la pacifica convivenza tra i cittadini e l'applicazione giusta e umana della legge stessa ad ogni singolo caso.
Lo studio dell'uomo che tante volte si incontra con il mistero!
Scienze criminali; cioè le scienze che affrontano e tentano di risolvere la dolorosa patologia delle azioni libere dell'uomo. Studio severo, eccelso ed esaltante a servizio dell'umana società; e quanto più grave è il male tanto più attento ha da essere l'esame giusto e amoroso del malato, che è ciò che più conta.
Vi auguro, ai grandi meriti passati, di aggiungere sempre nuove conquiste.
Oscar Luigi Scalfaro