Pio Rapagnà, deputato della Lista Pannella, chiede - con una lettera al presidente Luciano Violante (PDS) - che la Commissione Antimafia si rechi in Abruzzo per avviare "una seria indagine che possa favorire, oltretutto, l'instaurarsi di un clima politico più sereno in una situazione ormai stravolta dalla spirale dei sospetti.
Già nel 1991 - dopo il tuttora misterioso omicidio dell'avvocato Fabrizi -, scrive Rapagnà, si manifestarono allarmanti segnali di penetrazione mafiosa. In seguito fu presentato al Consiglio regionale un documento, firmato anche da DC e PSI, con cui si invitava la Commissione antimafia in Abruzzo. Successivamente, però, nonstante gli accordi raggiunti, il documento fu bocciato."
Poche settimane fa, infine, è stato eletto un ufficio di presidenza "composto da ex assessori inquisiti per lo scandalo sui fondi Cee. A tutto questo si aggiunge l'inchiesta giudiziaria di Firenze sul riciclaggio di denaro sporco che coinvolgerebbe anche alcune aziende abruzzesi." Di qui la richiesta di un sollecito intervento della Commissione.