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Agora' Agora - 17 dicembre 1992
TRAFORO GRAN SASSO: RAPAGNA' (L.PANNELLA) "LA GIGANTESCA CUCCAGNA"

La realizzazione del traforo del Gran Sasso e delle due autostrade da Roma per Avezzano-Sulmona-Chieti-Pescara e per L'Aquila-Teramo-Alba Adriatica, può essere definita, come per il famoso scandalo delle Ferrovie nei primi anni dell' unità d'Italia (Firenze capitale), "la gigantesca cuccagna".

Come cento anni fa, all'origine di tutto c'è "Bastogi", ieri come Pietro e, negli anni Sessanta, come "Gruppo", promotore della ex-SARA (Società Autostrade Romane Abruzzesi) e sponsor finanziario dell'opera faraonica partita con una previsione di spesa di 30 miliardi ed arrivata, oggi, alla bella somma di 1.750 miliardi (peraltro non rivalutati).

Nel mezzo c'è stato lo scioglimento misterioso della SARA, sommersa da oltre 1.000 miliardi di debiti (a causa anche dell'altissimo costo del denaro prestato da un pool di banche locali e nazionali tra le quali il Monte dei Paschi di Siena con tassi superiori a quelli di mercato, ed il contemporaneo passaggio all'ANAS sia dei debiti che degli oltre 600 lavoratori, con un impegno economico al 2025 di circa 2.500 miliardi e con l'incarico di proseguire e completare i lavori autostradali e le gallerie sotto il Gran Sasso).

Tutto venne affidato, nel 1977, alla Cogefar la quale - con trattativa privata - ha avuto in assegnazione la realizzazione delle caverne per il laboratorio di fisica nucleare ideato e sponsorizzato dal Prof. Zichichi, l'ampliamento dello stesso, la realizzazione dell'acquedotto per la captazione dell'acqua unitamente all'ultima concessione, senza gara di appalto, per la terza galleria parallela ed al servizio esclusivo dei mezzi e del personale del laboratorio.

A "sostegno" di tutte le leggi necessarie, sono intervenuti direttamente quasi tutti i parlamentari abruzzesi dell'epoca (alcuni ancora in carica) a cominciare da Gaspari, Natali, De Cinque, Susi, Ricciuti, Aiardi, Tancredi, Quieti, Delfino, con l'aiuto dei diversi Ministri dei Lavori Pubblici , con il concorso dei governi regionali e dell'assessorato competente.

Spetta ora alla magistratura, alla luce anche delle inchieste già aperte nei confronti della Cogefar-Impresit e di altre coinvolte nei lavori, verificare se "tangentopoli" abbia svolto un qualche ruolo nel finanziamento occulto di partiti, associazioni, fondazioni, campagne elettorali miliardarie di parlamentari abruzzesi (alcuni dei quali, peraltro, già inquisiti) tenendo conto anche della scoperta di una loggia massonica collegata con il segretario del PSI de L'Aquila (presso la cui abitazione gli inquirenti hanno individuato un primo elenco di affiliati).

 
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