Al Direttore dell'Indipendente
Dott. Vittorio Feltri
Egregio Direttore,
il recente voto del Parlamento sulla legge per il Mezzogiorno ha rappresentato un importante risultato con il pieno accoglimento della richiesta referendaria e la soppressione di tutte quelle norme che il referendum promosso dal prof. Giannini voleva abolire. Non vorremmo, pertanto, che si stravolgesse il senso dell'autentico successo ottenuto.
Nell'articolo comparso il 17 dicembre - a firma G.N. - si afferma che non era mai accaduto che un Governo spazzasse via un referendum a colpi di decreti-legge e voti di fiducia, come sarebbe invece avvenuto per quello relativo all'intervento straordinario nel Mezzogiorno.
In verità, le cose stanno diversamente. Il referendum sul Mezzogiorno prevede l'abrogazione degli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 16, 17 e 18 della legge 64/86, relativi all'Agenzia del Mezzogiorno ed agli altri Enti di promozione. I contenuti del referendum sono stati integralmente recepiti dal Parlamento con l'art. 4 del disegno di legge di conversione del decreto governativo sul Mezzogiorno. L'art. 4, che è quindi di iniziativa parlamentare e sul quale il Governo non ha posto la fiducia, prevede appunto l'abrogazione di tutti quegli articoli della legge 64 per i quali si è attivata la richiesta referendaria. Nessun decreto e nessuna fiducia, allora, per accogliere alla lettera il quesito referendario.
Poiché, poi, il quesito propone solo la soppressione degli organismi dell'intervento straordinario e non anche degli incentivi, il Governo ha potuto rifinanziare la stessa legge 64; per quale ragioni non si è ritenuto di includere nel quesito referendario anche la parte relativa agli incentivi è cosa che, però, devono spiegare i promotori del referendum.
Cordiali saluti.
Elio Vito
(deputato della Lista Pannella)