da "SLOBODNA DALMACIJA" del 20-12-92Ecco alcuni estratti dal libro di Zlatko Kramaric, ex-sindaco di Osijek, pubblicato in questi giorni in Croazia.
DOV'E' CICCIOLINA?
(titolo di -Slobodna Dalmacia- il maggiore quotidiano croato)
.... descrive la situazione a Osijek alla fine dell'anno scorso, gli incontri ed i discorsi con i rappresentanti dell'esercito federale, un incontro con il generale Raseta alla Vigilia.
... Circa nello stesso periodo nella città, indossando l'uniforme da soldato croato, si aggirava senza meta un... Marco Pannella. Senza la sua Cicciolina. Ma proprio per questo fatto, che è venuto in Croazia senza l'emblema del partito, i soldati croati nelle trincee non lo volevano perdonare. E hanno espresso la loro scontentezza con un linguaggio estremamente diplomatico: "Va'ffanculo, dov'è finita Cicciolina?" (Questa domanda diplomatica però non gli è stata tradotta.) Nonostante veri e sinceri sforzi di comprendere ciò che accade qui da noi, questo, soprattutto simpatico, politico italiano ha dovuto con sua grande tristezza, arrendersi. Infatti la confusione ha vinto la curiosità, nonostante il desiderio e la prontezza di aiutare il popolo croato in questa ingiusta guerra, almeno con la presenza personale. Infatti M. Pannella non ha avuto dubbi, a differenza di alcuni altri politici mondiali ospiti di Osijek, sul carattere di questa guerra. Ma, nonostante alcune buonissime dichiarazioni (di cui, a me pe
rsonalmente, è piaciuta di più quella fortemente critica sul Ministro francese B. Kouchner, che aveva proposto l'evacuazione dei bambini di Dubrovnik, mentre Pannella gli aveva risposto che sarebbe stato molto più intelligente portare i suoi bambini a Dubrovnik, invece che imitare, male, Madre Teresa) anche M. Pannella ha dovuto riconoscere una totale impossibilità.
L'ARRIVO DEGLI OSSERVATORI
Eppure, durante il suo soggiorno a Osijek, passionalmente si è affaticato per iscrivermi nel suo partito. Con suo grande dispiacere non c'è riuscito. Ma, devo dire la verità, la maggior parte delle sue osservazioni sulla situazione dell'attuale politica europea erano più che giuste.
.... gli osservatori non capivano nulla di ciò che effettivamente avveniva.
..... dopo la gente in bianco (osservatori CE, ndt.) è arrivata pure la gente in blu (forze Onu, ndt.) ....
LA SCELTA DI PANNELLA
(riquadro in evidenza)
Quando M. Pannella ha criticato B. Kouschner, intendeva criticare la prima forma della retorica teatrale europea - il gesto umanitario, ovvero buttare sabbia negli occhi-. Il significato essenziale dei concerti organizzati da Kouschner a Dubrovnik, o delle sue visite a Osijek, secondo Stanko Lasic sta nel doppio senso di tutti i gesti di beneficenza: "Si può dire che questo concerto ha aiutato Dubrovnik, che ha portato in tutto il mondo l'immagine della Croazia sofferente, che ha portato danni all'aggressore e che ha unito la gente di buona volontà. Ma non è difficile in questa parata riconoscere il Mitterrand che, aiutando "tutti quelli che soffrono" poteva facilmente sostenere l'idea dell'uguale responsabilità della Croazia e della Serbia per "questo orrore"; ed in tal modo ha tentato di rimandare il riconoscimento della Croazia. Questa era prima di tutto polvere, che bisognava gettare nei suoi stessi occhi e negli occhi del mondo, per non arrivare a dire quello che si doveva dire chiaramente: che hanno
sbagliato nella valutazione della situazione, che occorreva nominare (come minimo subito e senza condizioni) l'aggressore ed aiutare la vittima in un modo più efficace (da un blocco totale della Serbia, tramite uso degli aerei, all' invio di soldi, armi e volontari in Croazia). Invece di aprire la strada alla lucidità, il gesto umanitario ha calmato le coscienze e ha impedito alla coscienza europea (infelice) di vedere che essa non è ciò per cui si dichiara: - un combattente vero per il diritto, l'umanità, e la libertà." E non solo le attività di Kouchner, ma le attività-avventure del presidente francese non sono state nient'altro che variazioni sul tema del gesto umanitario, con lo scopo di cancellare del tutto dalla memoria l'ambiguità e il doppio senso delle stesse attività/avventure. Così anche nel noto giornale francese "Le Monde" dal 28/29 giugno '92 si può leggere il seguente commento: "Il signor Mitterand non ha smesso dall'inizio della crisi di risparmiare Belgrado, SOPRATTUTTO opponendosi all'idea
dello sfacelo della federazione, POI rifiutando di dare soltanto ai Serbi la responsabilità per la violenza e facendo varie volte l'allusione a una specie di responsabilità storica dei Croati".
Se consideriamo alcune altre visite a Osijek (le visite di Vance, M. Goulding, S. Nambiar, C. Thornberry, A. Glucksmann) entro la stessa prospettiva, allora davvero dobbiamo sinceramente riconoscere che la retorica di Pannella si muoveva al di fuori di queste profferte. A differenza degli altri visitatori di Osijek, lui era pronto ad affrontare la verità. Così i suoi gesti sono stati testimonianza della verità in Croazia. Lui non si è messo d'accordo con un fantasma di autoillusione. Il suo sincero desiderio di capire ha comportato una decisione radicale, che si è dimostrata nella prontezza di indossare l'uniforme del soldato croato. Con questo Marco Pannella, anche in modo simbolico, ha indicato la parte in cui credere e dalla quale si è messo senza riserve.