Non è vero quanto dichiarato dal super procuratore Siclari secondo il quale le eventuali "deviazioni" del Sisde risalgono ad anni lontani quando i servizi non erano del tutto "limpidi".
In realtà il pentito Leonardo Messina ha affermato davanti alla Commissione Antimafia che proprio all'inizio di quest'anno 1992 il Sisde avrebbe lasciato cadere la sua offerta di arrestare Totò Riina e tutto il vertice mafioso in cambio di 800 milioni.
Naturalmente tutte le "rivelazioni" di Messina, come di ogni altro pentito, vanno prese con le molle. Tuttavia è stupefacente che la mia interrogazione in proposito, unica e solitaria, non abbia ancora trovato risposta; una risposta che spero arriverà quando saranno ascoltati dall'Antimafia, su mia richiesta accolta dalla commissione, i vertici del Sisde.
Ho sempre sostenuto durante le audizioni con i comandanti dei nuclei antidroga e antimafia dei carabinieri, polizia e guardia di finanza che il primo dovere delle forze di polizia era quello di combattere la corruzione al loro interno e ne ho ricevuto spesso risposte evasive se non retoriche.
E' stravagante che il caso Contrada esploda oggi in questa forma: visto che le prime accuse o sospetti risalgono all'inizio degli anni '80 c'è stato tutto il tempo per la polizia e per i servizi segreti di accertare se Contrada fosse un funzionario integerrimo e coraggioso oppure un doppiogiochista pericolosissimo.
Se questo non è stato fatto le responsabilità di chi ha omesso i controlli sono, sul piano istituzionale, perfino più gravi di quelle del funzionario fellone.
In ogni caso la cosa più importante è accertare se le "deviazioni" del Sisde siano tutt'ora in corso.