Roma, 5 gennaio - Sulla esecuzione di Westley Dodd da parte dello Stato di Washington, Sergio D'Elia, coordinatore della "campagna del Partito Radicale per l'abolizione della pena di morte nel mondo entro il Duemila", ha dichiarato:
"L'assurdo nella esecuzione di Westley Dodd non sta nella sua "istanza" di essere giustiziato e di essere impiccato, ma nella decisione della giustizia dello Stato di Washington di accoglierla, contro una sentenza del tribunale che aveva condannato Dodd all'ergastolo duro e l'uso nello stato di altro metodo di esecuzione. »Chi ha ucciso deve essere ucciso , è il principio che prevale. A chi lo accetti, lo stato può venire incontro con tutti gli optionals del caso: la pena capitale al posto dell'ergastolo, e la forca, se uno la preferisce all'iniezione letale.
Sulla pena di morte, gli Stati Uniti stanno offrendo il peggio di sè: dalle esecuzioni di minori e di malati di mente a questa lugubre versione della libertà di scelta del condannato."