Dichiarazione di Marco Taradash, deputato della Lista Pannella e membro della Commissione Antimafia:
"La relazione del ministro dell'Interno offre un quadro responsabile della situazione attuale e della attività di contrasto dello Stato nei confronti della mafia, ora più efficaci. Ha, inoltre, il merito di spazzare via la sicumera di molti rispetto ad una mafia vicina alla sconfitta. Mancino sottolinea che esistono elementi "la cui estensione e gravità non sono stati valutati pienamente" che portano a pensare che Cosa Nostra si stia trasformando assai più velocemente di quanto le operazione della polizia abbiano potuto indebolirla. Cosa Nostra - spiega il ministro - ha creato una rete di complicità a livelli sempre più alti nel mondo degli affari, della politica, della pubblica amministrazione e delle libere professioni. Ma sulle ragioni di questa crescita di influenza e sulle sempre più insidiose infiltrazioni mafiose egli è reticente e gravemente.
In realtà il ministro non vuole discutere della questione politica di fondo, proibizionismo o antiproibizionismo, che è la sola via per dare allo Stato la forza di sconfiggere la nuova mafia dei corleonesi che è mafia, prima di tutto, della droga e che, anche per gli appalti - come ha recentemente osservato Michele Pantaleone - finisce per riciclare il denaro frutto del traffico degli stupefacenti. Con questa reticenza, che non deve diventare rimozione, Mancino dimostra di essere ancora un ministro della vecchia lotta alla mafia e quindi, purtroppo per tutti, un ministro perdente."