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Agora' Agora - 6 gennaio 1993
APPELLO DEL MOVIMENTO POLITICO INTERNAZIONALE PER LE RIFORME DEMOCRATICHE NELLA REPUBBLICA AZERBAIGIANA

1. L`internazionale movimento politico per le riforme democratiche nella republica azerbaigiana e per la difesa dei diritti umani si rivolge molto preoccupato a tutte le forze democratiche della comunità mondiale in relazione con le azioni illegittime delle autorita azerbaigiane contro i suoi cittadini.

2. Gli avvenimenti recenti successi in Azerbaigian indignano una parte della popolazione che sta per la democrazia.

3.Le autorita pubbliche hanno cominciato ad usare apertamente e cinicamente le repressioni fisiche contro l'opposizione ed il primo passo era l`attentato alla vita del vice-presidente del partito "Azerbaigian nuovo",poi hanno seguito la devastazione della redazione dell'organo dei sindacati indipendenti "Meidan", il tentativo di prendere sotto controllo l'edificio del quartiere generale del partito d`opposizione "Indipendenza nazionale", l?arresto del presidente del partito social-democratico ed i suoi militanti.

E, finalmente, il 31 di dicembre a Baku le autorità superiori dell'Azerbaigian hanno efettuato una crudelissima azione di dispersione d`una pacifica dimostrazione della solidarietà azerbaigiana pichiando molti partecipanti, donne ed invalidi, ed hanno arrestato circa 200 persone. Tra di loro erano i leader dei sindacati indipendenti "Turan" Neimat Panogly, Zeinal Vafi, Tofik Gadasciev, Elsada Alieva, che chiedevano l`introduzione dei principi elementari del potere democratico. Tutti gli arrestati sono stati torturati ferocemente. Per protesta in prigione hanno dichiarato lo sciopero della fame lo scienziato, prof.Cerkez Kurbagly, l'ingegnere Dzavadov Faramaz, l'operaio Baberli Aliashraf, lo scienziato Baghirov Akhmed, lo studente Kurliev Rosim, lo scienziato Zeinalov Gusein, che ha mal di reni dopo le torture ed ora è in uno stato di salute critico.

L`azerbaigiano ministro degli esteri e con lui il capo dell'organizzazione "Lupi grigi" Iskandar Gamidov in un'intervista al giornale "Mellet" ha detto cinicamente che continuera` ad arrestare, pichiare, torturare tutti gli spiacevoli. Il ministro sembra aver dimenticato che prima di tutto deve assicurare la sicurezza dei cittadini e la difesa dei loro diritti.

Le azioni recenti delle autorità azerbaigiane dimostrano che non sanno governare democraticamente il paese, usano soltanto le repressioni contro propri cittadini, a che cosa serve l`assenza del parlamento eletto democraticamente, degli organi di giurisprudenza per difendere i diritti umani.

Dopo l'entrata nell`ONU le autorita di Azerbaigian devono seguire lo Statuto per la difesa dei diritti umani cosa non fanno, e le violazioni gravi dello Statuto possono provocare soltanto il biasimo da parte della comunita mondiale, la sfiducia verso il corso politico dichiarato dal governo.

Sostenendo i principi democratici basati sull'umanismo, riponiamo le speranze nella solidarietà di tutte le forze progressiste affinchè disapprovino le repressioni politiche contro gli eterodossi effettuate dalle autorita azerbaigiane.

Presidente del comitato del Movimento

Lala Shevket Gadzhieva

 
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