DICHIARAZIONE DI CARLA ROSSI, COORDINATRICE DELL'OSSERVATORIO DELLE LEGGI SULLA DROGA DEL CORA.»Il fatto che sia stato ritenuto necessario e ormai urgente modificare il criterio brutale della "dose media giornaliera", dimostra l'assoluta mancanza di scientificità di un tale meccanismo: l'Osservatorio delle Leggi sulla Droga del CORA ha più volte richiamato l'attenzione sul fatto che l'Italia era - ed è ancora - l'unico stato in cui la definizione di spacciatore in sede giudiziaria non è legata a prove ma solo a numeri.
E importante, e credo che sia frutto anche del lavoro svolto dall'OLD a proposito delle informazioni e dei dati più o meni truccati o nascosti, che si parli esplicitamente della necessità che gli Organismi che li possiedono forniscano in modo trasparente dati e informazioni sull'applicazione della legge e sull'andamento del fenomeno.
E' significativo che si ammetta che almeno 1000/1500 persone detenute sono in realtà da considerarsi solo consumatori, come avevamo più volte rilevato nei nostri rapporti esaminando i dati del ministero di Grazia e giustizia.
Si può sperare che si tratti in definitiva di un primo timido segnale di inversione di tendenza verso una politica di riduzione del danno.
E' comunque preoccupante che si continui a mantenere un criterio numerico di discriminazione assolutamente ascientifico e anomalo nell'ambito delle legislazioni vigenti .