DIEGO NOVELLI Capogruppo RETE "ASSURDA CORPORAZIONE"
"C'è stata una sollevazione da parte dei dirigenti dell'Ordine. Non vorrei che fossero confusi i giornalisti con questi dirigenti che hanno dato una dimostrazione, ancora una volta, di una idea corporativa che va combattuta. Sono iscritto da 30 anni e dall'inizio ho sostenuto l'assurdità di avere un ordine professionale che non è stato altro che una forma di casta per alcuni gruppi di persone. Un giovane oggi incontra delle enormi difficoltà. Riescono a fare i giornalisti i figli dei giornalisti, i figli dei politici e gli amici dei giornalisti e dei politici. La proposta che viene avanzata non tende a limitare la libertà di stampa. Anzi, è per rompere il carattere di corporazione che ha l'ordine e quindi per allargare le possibilità di accesso alla professione."
EMANUELE MACALUSO PDS "OCCORRONO MODIFICHE. NO AGLI INSULTI"
"Bisogna andare ad una modifica della situazione non c'è dubbio. Le reazioni mi sembrano esagerate, alcune anche insultanti nei confronti del Parlamento. Non mi pare questo il modo per affrontare problemi che sono aperti. La stampa deve essere libera. Per esserlo bisogna vedere quali sono gli strumenti che devono essere messi in campo, più moderni di quelli avuti fin'ora. Giornalisti non si diventa attraverso l'ordine. Si tratta di vedere se uno il mestiere lo sa fare o no. Decide il mercato chi vale e chi non vale. L'ordine non è lo strumento di selezione adeguato."
GUGLIELMO CASTAGNETTI PRI "ISTERICI E LOTTIZZATORI"
"Sono perfettamente d'accordo con quello che ha fatto il Parlamento e mi sembrano un po' isteriche queste reazioni. L'ordine, ammesso che abbia ancora qualche funzione, ha una tale dimensione burocratico-corporativa che è assolutamente incompatibile con la libertà delle professioni in Europa. Il giornalista è colui che si fa leggere, questo è l'unico criterio. Il fatto che ci sia stata questa insurrezione mi fa pensare alla cattiva coscienza di qualche giornalista e di qualche dirigente dell'ordine. L'ordine serve a lottizzare gli accessi alla professione. E' una forma di illiberalià che non tutela il cittadino."
CARLO D'AMATO PSI "NON POSSIAMO AVERE TABU'"
"L'ordine è stato messo sempre in discussione dagli stessi giornalisti. In questo paese appena si mette mano, raccolgiendo le opinioni della maggioranza, a questa materia ci sono sempre le corporazioni che reagiscono in maniera pesante. Questa organizzazione non risponde più alle esigenze del pluralismo della informazione. Se c'è una libera circolazione delle persone e delle idee in Europa non possiamo da noi conservare tabù."
CLEMENTE MASTELLA DC "ALTRO CHE VOTO DI SCAMBIO..."
"Bisogna stabilire condizioni diverse per il reclutamento dei giornalisti. La cosa risibile è questa: si è molto parlato di voto di scambio, di raccomandazioni..nessuno ha mai spiegato come si arriva ad essere giornalisti. Si passa attraverso le raccomandazioni, con poche libertà di scelta."
SILVANO LABRIOLA PSI
"Era ora"
Radio Radicale 67603311