In una dichiarazione sulle ultime vicende giudiziarie che interessano il mondo politico, Marco Pannella ha affermato:
" Non è certo la prima volta che constato e sottolineo che aver ragione può essere molto doloroso. Ho sostenuto per anni, anche per impedirlo, che il sistema partitocratico aveva necessità per vivere di costituire - di realizzare - una serie di associazioni per delinquere (e, quel che più importa, non solo e non tanto del danaro). Dinanzi a questi eventi c'è il dolore di avere avuto inutilmente ragione. La partitocrazia è stata così vittima di se stessa, non consentendo a noi di dimostrare - con il nostro esempio e con le nostre parole - che era possibile fare politica perfino contro i dadi truccati, senza pagare i costi della politica che si ritenevano neccessari. Si è preclusa quella possibilità di correzione nel corso delle cose che è tipica dei regimi democratici.
Da luglio vado ripetendo che 'Tangentopoli' Milano non era che un pallido annuncio di quello che sarebbe dovuto accadere e sta accadendo. Ancora adesso ripeto che questo è nulla, pur non sottovalutando la gravità di quel che succede. Ho cercato di dare una indicazione sul come superare il crollo di un regime, per cercare di governarlo, per evitare che fosse un crollo nell'ignominia, nella paura, nella rissa, quindi nella violenza.
Mi auguro che coloro che si limitano a reagire a quel che non può non accadere, e con sempre maggiore gravità, agiscano, ci diano quella forza che ci hanno tolto (ahimè per tutti, e ora soprattutto per loro) per andare avanti e per evitare che sotto le macerie del regime vi siano troppi che dovrebbero e potrebbero, invece, essere un patrimonio di democrazia."