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Cupane Francesco - 3 febbraio 1993
LETTERA DI ADELAIDE AGLIETTA AL XXXVI CONGRESSO DEL PARTITO RADICALE

Cari amici/che e compagni/e radicali,

dall'inizio della mia militanza radicale nel 1974 non sono mai mancata alle scadenze importanti della vita del partito e meno che mai ad un congresso. Derivava questo dalla convinzione profonda che chiunque voglia essere partecipe di una vicenda collettiva ha il dovere di portare con puntualità e nelle sedi proprie il suo contributo di soldi, di militanza, di idee e di proposte: e che la laicità della vita di un partito è innanzitutto affidata a questa coerenza piuttosto che a una delega silente e passiva.

Per quanti come me hanno vissuto la vita del partito come partecipazione, cercando di non assuefarsi ad alcun conformismo di partito e di non cedere a stanchezze o pigrizie (e questo per me è valso e vale per tutte le sedi in cui ho vissuto e vivo la militanza politica), sarà facile comprendere fino in fondo quanto sia per me doloroso comunicarvi la mia impossibilità di essere presente a questo congresso.

Congresso che si annuncia importante per la vita futura del partito e quindi anche per la vita della democrazia nel nostro paese. Non è infatti indifferente che oggi, nel momento in cui il sistema partitocratico è alle corde e rischia di travolgere nella sua crisi i valori fondamentali della democrazia, il partito radicale che è riuscito negli anni ad essere altro ed alternativo al regime dei partiti sia forse costretto a gettare la spugna. Sarebbe certamente una sconfitta per tutti e per la democrazia del nostro paese.

Per quanto mi riguarda dalla difficile situazione di salute che condiziona in questo periodo la mia vita e che sto affrontando con tutta la fermezza di cui sono capace, forte anche dell'affetto e della solidarietà che molti di voi mi hanno manifestato e di cui vi ringrazio, nella speranza di poter riconquistare presto la forza e la libertà necessarie per continuare a dare il mio contributo ai valori ed alle idee che ci uniscono, guardo a voi che siete riuniti a Roma con speranza e con invidia, ma anche con la consapevolezza che nessuno, e tanto meno io, è indispensabile o insostituibile e che le vostre scelte saranno le migliori per garantire un futuro di vita e di diritto al nostro paese e a quanti ancora soffrono nel mondo per assenza di democrazia e di giustizia.

Vi invio quindi dal profondo del mio cuore e della mia intelligenza i migliori auguri di buon lavoro certa che in ognuno di voi vi è la consapevolezza della delicatezza e dell'importanza delle scelte che farete.

Un abbraccio e lunga vita al Partito Radicale.

Adelaide

Bruxelles, 3 Febbraio 1993.

 
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