Si è riunita oggi, nell'ambito del XXXVI congresso del Partito Radicale, la commissione chiamata a definire la "Campagna parlamentare mondiale per l'abolizione della pena di morte entro il 2000."
La campagna è nata, nell'ambito del Partito Radicale transnazionale, nel 1990 dopo il tentativo del colpo di Stato nella ex URSS. Gli autori avevano rischiato di essere condannati alla pena capitale. Non era un bel modo per iniziare il nuovo corso. L'iniziativa si è sviluppata principalmente in Italia ed ha coinvolto numerosi parlamentari del nostro paese che, versando una quota di 1 milione, hanno deciso di partecipare alla costituzione della Lega internazionale. Una convention all'interno dell'assise del PR, stabilirà domani tempo e luogo per la sua ufficiale costituzione. Tra i parlamentari segnaliamo: Cesare Salvi (PDS), Paolo Tuffi (DC), Rino Nicolosi (DC), Bruno Tabacci (DC), Elio Vito (Lista Pannella), ed i Verdi Adelaide Aglietta , Alfonso Pecoraro, Eugenio Melandri e Francesco Rutelli. Molti altri, socialisti, pidiessini, repubblicani, democristiani e verdi, stanno in questi giorni unendosi a quelli indicati. Con la quota di un milione hanno aderito anche consiglieri regionali, comunali e semplici
cittadini.
Un impegno significativo di questi mesi è stata la organizzazione dell'incontro internazionale di Tunisi che ha avuto per oggetto la pena di morte nell'area del Mediterraneo. Ieri al congresso ha preso la parola Dennis Sammuth presidente del Popem (l'organizzazione impegnata nei paesi che si affacciano sul mediterraneo).
Particolare attenzione, e mobilitazione, è stata dedicata alla tragica ripresa delle esecuzioni negli Stati Uniti. Riputute le manifestazioni davanti alla ambasciata di via Veneto. L'azione mira in particolare ad ottenere una moratoria - di almeno tre anni - nelle pene capitali. Attualmente sono 2500 i detenuti che attendono di salire sulla sedia elettrica. Piu' specificamente si chiede agli USA di rispettare le deliberazioni dell'ONU che 'invitano' i paesi a rispettare la vita dei minorenni, degli handicappati e delle donne incinte.
"La convention di domani - commenta Sergio d'Elia, che della campagna è il coordinatore - può determinare il successo dell'iniziativa. L'obiettivo che sembrava irrealistico può essere raggiunto."