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Agora' Agora - 5 febbraio 1993
L'INTERVENTO DI ERNO BORBELY AL XXXVI CONGRESSO DEL PARTITO RADICALE.

Cari Amici

cari partecipanti di questo congresso

Sono rappresentante dell'Alleanza Democratica Ungherese della Romania e in questo mio ruolo potrei parlare a lungo della situazione degli Ungheresi che vivono nella Romania. Ma non voglio fare questo. Perché?

Perché adesso vorrei parlare piuttosto di un problema fondamentale del Partito Radicale Transnazionale

Perché qui c'è un partito, il Partito Radicale come un primo tentativo nel mondo per fare una politica sulla base della Transnazionalità e della Transpartiticità.

Negli ultimi giorni abbiamo potuto vedere quanti deputati e rappresentanti dei diversi Paesi, nazioni ed etnie avevano parlato di tanti problemi, prima di tutto di quelli dei loro problemi ed anche se non hanno accennato sempre gli scopi e le mete del Partito, non li accuso per questo, Perché hanno confermato una cosa: che abbiamo bisogno di unità politica, di una volontà politica unita. Poco fa a Maastricht si è scoppiata la mentalità "Mc Donalds", ha diviso le nazioni danese e francese ed ha confermato che senza la volontà politica dei cittadini, tramite l' amministrazione e le istituzioni commerciali-economici, non si può intravedere il problema dell'unificazione d' Europa, ed hanno fatto vedere anche quello che Europa e il mondo hanno bisogno del Partito Radicale.

Nel maggio dell'anno scorso sono venuto con la speranza per la prima sessione del XXXVI Congresso del Partito Radicale che nel campo della ricerca delle soluzioni possiamo andare avanti ed anche adesso ritengo che proprio questa è la facoltà primordiale del nostro Congresso. Ma prima di tutto devo vedere che il Partito Radicale è minacciato dal pericolo dell'autodistruzione e della scomparsa, e qui si è formata un' opinione che il partito può essere salvato solamente da trentamila nuove iscrizioni che vengono dall'Europa occidentale, e prima di tutto dall'Italia.

E' vero che assicurare le condizioni finanziari del Partito è un problema fondamentale e grave. Io ho già detto ad alcuni colleghi politici e dico adesso anche all'onorevole Congresso che i sostenitori li dovremmo cercare nei comuni singoli e dovremmo cercarli in tutta l' Europa perché prima di tutto loro sono interessati per la realizzazione del federalismo, in quello che i poteri centrali portino al loro livello la decisione.

Ieri l' Onorevole Claudio Martelli, Ministro della Giustizia ci ha raccontato scherzando con quanta fatica l'ha convinto Marco Pannella per iscriversi al partito.

Credo che per noi, membri di questo partito dobbiamo seguire l'esempio del nostro amico Marco e convincere i nostri amici ad iscriversi.

Certamente voi sapete che i membri dei Partiti dell'Europa Centrale ed Orientale sono in maggioranza rispetto a quelli dell'Europa Orientali. Questa non è solo l' eredità del totalitarismo, questo è il risultato di un lavoro che va da persona a persona, da casa a casa, dai lavoratori ai lavoratori.

Avete già certamente osservato che dal Parlamento Italiano si sono iscritti più di centoquaranta persone nel Partito Radicale. Questa non è una sorpresa perché dove c'è Marco Pannella o Emma Bonino e organizzano e convincono le persone - li crescono i nuovi membri.

Ne prendiamo le conseguenze!

Alla fine dell'anno scorso in Romania in una città della Transilvania, a Csikszereda (Miercurea Ciuc) abbiamo organizzato un incontro per i membri del Partito Radicale e per i simpatizzanti dove ha partecipato il compagno Olivier Dupuis. Nella discussione abbiamo parlato anche della situazione del Partito, dell'esigenza di trentamila nuovi iscritti per il mantenimento. Uno dei partecipanti ha detto che se dipendesse solo da questo il destino del Partito e la federalizzazione dell'Europa, allora l' Alleanza Democratica Ungherese in Romania presenta questi trentamila membri necessari.

Qui però si tratta di più. Per illustrarvelo racconto qualcosa della storia recente dell'ADUR.

E' conosciuto che negli Stati postcomunisti dell Europa Orientale si può sentire una certa diffidenza nei confronti dei cosiddetto liberalismo. Quando nell'ADUR si è formato un gruppo liberale, non è stato accolto caldamente da parte della maggioranza.

Noi invece l' abbiamo composto e ne abbiamo fatto una questione di base: perché la cultura ungherese ha bisogno anche dei valori rappresentati dal liberalismo.

La decisione dei nostri avversari è stata ben fondata: sì, hanno bisogno di noi liberali, abbiamo bisogno di conservare le idee liberali.

Secondo me l' Italia, ed il popolo italiano oggi si trovano in una situazione simile, nel confronto del Partito Radicale. Perché? Questo partito ha partecipato nella costruzione dell'Italia moderna ha sostenuto ed ha lottato per i diritti fondamentali di questo popolo, ha incarnato in se stesso le idee del radicalismo e della nonviolenza.

Il Partito Radicale oggi fa già una parte della storia Italiana moderna e contemporanea. Il Partito Radicale con tutto quello che ha realizzato e che rappresenta è nello stesso tempo un idea politica, un' azione sociale e un comportamento morale: fa parte della cultura italiana.

La questione e seguente: che il popolo italiano salvi e voglia salvare questa parte importante della sua cultura. Tutti devono fermarsi per un attimo, e tutti devono meditarsi un può. Prima di tutto in questa grave crisi politica-morale che si manifesta in questi tempi. Ma non solo la gente comune ma pure i politici devono far conto di questi pensieri.

Se il Partito Radicale cessa di esistere, allora scompare qualcosa insostituibile dalla vita di questo popolo.

La questione dunque è questa: vogliamo salvare l' anima e la pura coscienza d'animo di questo popolo?

Perché il Partito Radicale fa parte dell'anima del popolo italiano.

Io spero che sia così.

Erno Borbély

Alleanza Democratica degli Ungheresi della Romania (ADUR)

 
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