"sono pacato ma fermo e chiaro. siamo ad un punto importante di una bataglia iniziataz molti anni fa: il cambiamento delle istituzioni e quindi dellaz legge elettorale che ne è il cuore. abbiamo raggiunto risultati irreversibili; abbiamo fatto capire che è un problema centrale; ci vuole uno stato nuovo e diverso; la battaglia non è conclusa; i tentativi di dfermarla aumentano di insdabbiamento, di annacquamento; li vediamo nella bicamerale; le proposte su cui convergono in molti sono una cosa ben diversa dalla iniziativa referendaria; non sono affatto l'attuazione della riforma che vogliamo ; sono un ibrido di due siostemi che non possono stare assieme e un tentativo di svuotare la riforma; le scelta si fanno o non si fanno non si possono fare a metà; una scelta fatta a parole da alcuni viene oggi rimangiata;
non dico che è una macedonia rancida, ma dico che è una cosa che non c'entra nulla con la riforma che vogliamo;
dobbiamo richiamare alla coerenza quanti si sono espressi per la ns svolta; il pds nha dato un grande contributi; vi sono nel pds uomini che haznno creduto che credono e continuano a lottare con grande coerenza, ne ricordo uno, augusto barbera; voglio richuiamare i dirigenti del pds a non farsi risucchiare da un sussulto di partitocrazia a rendersi conto che la storia futura non la si fa accontentandosi di perdere un po' meno degli altri ma la si fa guardando verso il nuovo, andando verso nuove grandi azggregazioni;
non cercando di conservare un pezzetto di auello che si ha; dico lo stesso ai dirigenti della DC; rezcentemante hanno acettato l'uninominale e il maggioritario. Ma questo non c'è nel tersto sostenuto nella bicamarale. Non si possono mettere insieme pezzi di sistemi diversi che garantirebbero la instabilità; getterebbero il paese in una crisi peggiore di quella attuale; avrebbero come unico scopo quello di lasciare gli apparati di partito con un po' meno forza di adesso ma con una ancora ampia riserva di caccia; noi a questo non ci stiamo.
Spero che il senso dello Stato prevalgano/ ci sono tante ragioni perche' si vada a votare, nei grandi momenti storici è giusto che le scelte siano rimesse ai cittadini. Una grande svolta ha forza se è sanzeionata dal voto popolare; non c'è niente di umiliante per il parlamento;
anche sul finanziamento pubblico dei partiti è giusto che si voti.
L'introduzione dei collegi dovrebbe portare come norma un limite dei mandati per assicurare il ricambio che è una forza in sè;
sui principi saremo intransigenti e vinceremo"