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Agora' Agora - 12 febbraio 1993
Pannella: l'articolo che sarà pubblicato da Panorama.

Si anticipano parti dell'intervento di Marco Pannella che sarà pubblicato nel prossimo numero di Panorama (si prega di citare la fonte) nella sua rubrica "Elogi della follia":

"Craxi ha ragione: oltre ai finanziamenti illegali (concediamo questo strabiliante e così sincero, ingenuo eufemismo), tutti sapevano che i partiti dell' "arco costituzionale", cui non ultima infamia è stata di scegliere l'eredità fascista piuttosto che quella antifascista, in nome dell' "antifascismo" e della "Resistenza", avevano fatto della RAI-TV un feroce, scientifico strumento di attentato ai diritti civili e politici dei cittadini, di disonestà e di slealtà della informazione, di inquinamento e di negazione della conoscenza, sequestrata a loro triste vantaggio. Inventammo allora Radio Radicale, Radio Parlamento, Radio PCI, Radio DC, Radio MSI, Radio Processi e Giustizia... cercando di seminare embrioni di conoscenza, di verità (al plurale, Leo Luca!), di democrazia. Oltre che rendendo possibili battaglie e vittorie come quella che non consentì l'assassinio del giudice D'Urso, segnale necessario, concordato, per conquistare definitivamente quel "Governo degli Onesti, dei Tecnici e del Presidente" che P

2, PCI, P. Scalfari, P38, avevano ormai pronto per "far uscire il paese dalla crisi".

Quel che oggi sta affiorando e non è che un inizio (finquando dovrò ripeterlo?), è la punta di un iceberg, di un regime fondato, imposto, poi divenuto inevitabile, sulla violenza di uno Stato delle fazioni e delle caste e corporazioni, specifico e peculiare del post-fascismo italiano.

La classe dirigente che ha espresso e che lo ha espresso non è stata e non è costituita, come l'Italia rischia di credere, dal solo ceto politico. Potere politico, potere giurisdizionale, e i poteri informali della stampa e della economia ne sono e ne sono stati le componenti ugualmente responsabili, con fortissima compenetrazione reciproca.

Il ceto politico ha a lungo compiuto il suo compito, secondo ideologie che non erano e non sono liberaldemocratiche, nonviolente, federaliste, attuali, adeguate; ma lo ha compiuto. Ma su tutti i fronti, quella della questione morale, di quella fiscale, di quella istituzionale e dei diritti e delle libertà, della salvaguardia delle città e dell'ambiente, l'ordine giudiziario nel suo complesso ha consentito che le leggi restassero sempre più letteralmente "lettera morta", con un criminale sistema omissivo, oltre che in molti casi di intervento convergente con quello delle illegalità di regime. Durante questi decenni tutti i grandi scandali, i grandi crimini contro la semplice ragionevolezza, contro la Costituzione, contro la cultura democratica e giuridica è stata imposta anche da costoro. Ed era, per noi, il più atroce, il più straziante, il più potente e invincibile degli avversari, degli oppressori."...

..."Craxi ha dunque molto ragione. Ma ha torto quando sembra ritenere che, in tal modo, vien fuori una sorta di "responsabilità oggettiva" minima, veniale per la classe dirigente del regime uscente.

Antonio Di Pietro ha ragione quando dal profondo della sua intelligenza, della sua capacità, e soprattutto della sua obbligata, ovvia solitudine lancia il suo grido d'allarme, il suo appello ai politici, perchè la sua impresa di giudice giusto, di cittadino democratico, umile e tollerante sta divenendo quasi impossibile, rischia di travolgere le sue umane capacità di dedizione, di servire ad altro che alla giustizia, dinanzi agli effetti perversi dei "pentimenti" di massa, giusti, ed all'uso politico, di regime, da cosche di regime che diviene possibile e probabile.

Ed ha ragione il Partito Radicale, Emma Bonino, quando, in queste stesse ore, la testimonianza diversa, commovente, straordinaria di una Italia, e anche di un mondo umano e politico straordinario, da Catania a Bacu, da Roma a Mosca, da Milano a Serajevo, che viene da ogni ambiente, dalla DC a Rifondazione, dalla gente mite e forte "che mai ha preso una tessera di partito", questa testimonianza - dunque -viene uccisa in embrione da una informazione che non sa trasmettere conoscenza, e sa trasmettere solo crimine."

 
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