COMUNICATO URGENTE DI MARCO PANNELLARoma, 13 febbraio 1993 ore 19,50
Il Governo italiano non può continuare a allinearsi sulla ignobile e corrotta azione delle forze dell'ONU presenti in Yugoslavia e dell'Europa cosiddetta comunitaria, di fronte all'escalation di barbarie che le une e l'altra stanno tollerando e compiendo.
In tale quadro anche i telegiornali italiani, secondo le tradizioni di ciascuno, cominciano a schierarsi dalla parte degli assassini e dei vili, chiedendo alle vittime di rinunciare ad ogni dignità nella tragedia che è loro imposta.
Si sta cercando di ottenere dal Governo legittimo della Bosnia Erzegovina, riconosciuto come tale dalla comunità internazionale, dall'Europa e dall'Italia, di concorrere allo sterminio, all'annientamento e alla deportazione immediata di tutta la popolazione bosniaca non residente a Serajevo, in cambio del cibo per i residenti in Serajevo.
Il rifiuto di questo immondo mercato viene condannato da quel generale Morillon che ha già pesanti responsabilità di complicità con gli aggressori e gli assassini, in cambio di una loro accettazione di una presenza siffatta, e si mostrano alle televisioni anche italiane da una parte le derrate bloccate nell'aeroporto di Serajevo e la condizione di fame degli abitanti della capitale assediata dai criminali di guerra, dagli aggressori. Il governo bosniaco chiede, infatti, che quelle derrate alimentari vengano distribuite anche ai residenti dei centri minori e delle campagne, che stanno in questi giorni morendo per fame e per freddo, quando non sono già stati cacciati o sterminati dalle forze "serbe". L'atteggiamento delle forze ONU, della CE e dell'Italia consiste nel cercare di lasciare che il tempo - di trattative vili e ipocrite, di esitazioni diplomatiche - risolva in pax serba, e di noi complici, la situazione.
Lunedì saranno presentate interpellanze parlamentari, se non di già, direttamente, mozioni di sfiducia.