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Agora' Agora - 17 febbraio 1993
IL VOLANTONE DEL PARTITO RADICALE: TRENTAMILA. PERCHE'?
UNA DICHIARAZIONE DI EMMA BONINO.

NEL VOLANTONE UN TESTO DI CLAUDIO MARTELLI.

ALTRI 5 DEPUTATI ITALIANI SI ISCRIVONO AL PR, COME 9 DEPUTATI ROMENI

COMUNICATO STAMPA URGENTE Roma, 17 febbraio 1993

In queste ore il Partito Radicale sta inviando a 500.000 cittadini italiani un volantone per l'iscrizione al Partito Radicale. Il volantone sta per raggiungere, tra gli altri, tutti i consiglieri comunali, provinciali e regionali d'Italia, oltre ad altri cittadini.

»Se questo partito - si legge nel volantone - contasse in Italia sulle energie, i sentimenti, i mezzi e il denaro di trentamila persone, potrebbe proporsi compiti emozionanti. Questo, e non altro, vuol dire il ricordo di ciò che i radicali italiani hanno saputo ottenere in passato, trasformando l'intuizione e l'azione di una pattuglia povera, isolata e spesso derisa nella volontà della maggioranza: sul divorzio come sulla depenalizzazione dell'aborto, o in battaglie di giustizia come quella di Enzo Tortora .

»Dove non sono riusciti a diventare maggioranza efficace i radicali hanno ricevuto dal tempo la conferma, spesso amara, della propria buona ragione, come nel caso del finanziamento pubblico ai partiti, o della necessità di una riforma elettorale che consentisse l'abbandono non violento e non velenoso di un regime partitocratico.

Vuol dire che senza superare una soglia alta e solida, di persone di mezzi e di denaro liberamente raccolto, l'azione dei radicali, su questa scala di problemi, non è più possibile .

»Ci si iscrive al Partito Radicale - si legge ancora - perché il mondo sta tremando, perché l'odio nazionale e la guerra esterna e civile e la sopraffazione confessionale e la virilità stupratrice drizzano le loro teste di mostri da un passato arcaico che è al tempo stesso l'aspetto oscuro del futuro. Ci si iscrive perché l'Italia sta scricchiolando, e deve trovare il coraggio di guardarsi nei suoi più vicini, nelle brave persone di Zara e di Belgrado, di Dubrovnik e di Zagabria, come in uno specchio.

EMMA BONINO HA DICHIARATO:

»Ci si iscrive al Partito Radicale per queste ragioni. O per altre. Ci si iscrive per tante ragioni diverse quanti sono gli iscritti, forse.

Queste sono le ragioni per iscriversi, e le altre, magari migliori, magari più giuste e più persuasive, che troverete voi.

Ma quali sono le ragioni per non iscriversi?

NELLO STESSO VOLANTONE TROVA SPAZIO IL SEGUENTE BRANO SCRITTO DA CLAUDIO MARTELLI: "LA MIA TESSERA"

Seguivo la vita del Partito Radicale da tanti anni, ma solo l'anno scorso ho deciso. Ripensandoci, è strano che io mi sia iscritto nel 1992. Strano non averlo fatto prima.

La prima volta che incontrai i radicali ero ancora un giovane repubblicano. Si tentava un'alleanza per le comunali di Milano del 1960: l'appuntamento sfumò. I radicali si presentarono con i socialisti e ottennero un bel successo. Si creò un legame attraverso il radicale-socialista Loris Fortuna. Così ben prima di iscrivermi mi sono impegnato e ho condiviso tante battaglie e insieme ai radicali ho promosso e vinto tante buone cause: il diritto al divorzio per la coppia che ne ha bisogno e che assume le sue responsabilità verso i figli; la rimarginazione della piaga dell'aborto clandestino. Poi il caso Tortora, il referendum sulla responsabilità dei giudici e dei politici. Il referendum sulla caccia.

Negli anni si sono così moltiplicate le riunioni e gli incontri politici, amichevoli e conviviali e sono scorse così numerose le stagioni di un impegno comune che appena ho potuto cercai di rendere meno effimero, più stabile e più forte quel legame, giungendo a concepire e proporre agli elettori una quasi federazione tra socialisti, democratici e radicali.

Trascorsa la legislatura senza una politica degna di questo nome, all'inizio di una nuova legislatura che deve essere quella, finalmente, della grande riforma, tutti i fili del nostro rapporto si sono intrecciati.

La legge elettorale, l'elezione dei sindaci e - spero - del presidente sul modello americano, la necessità di superare gli attuali partiti per giungere a nuove unità, a sintesi diversse: tutto spinge nella stessa direzione. Per noi - socialisti, radicali, repubblicani, cattolici, progressisti, ambientalisti - si tratta di creare nel corso stesso della battaglia storica, per dar vita a regole e istituzioni chiare e moderne, un nuovo soggetto politico, un partito democratico, un partito dei cittadini, forte del contenuto sociale e popolare delle tradizioni socialiste e democratiche, ispirato dal diritto alla vita e dalla vita del diritto, con un profilo inconfondibile di apertura, laicità, tolleranza, creatore di un internazionalismo vitale all'altezza dei conflitti che sconvolgono il pianeta in nome dell'umanità e della natura.

Di qui al partito democratico, per condurre almeno una parte di italiani a questo appuntamento con il loro futuro politico, c'è il Partito Radicale, la sua esistenza va garantita, la sua esperienza va sviluppata.

So che per molti italiani 365.000 lire sono tante, proprio tante per una tessera di partito. Auguriamoci che per coloro per cui "tante" non sono, vogliano contribuire in modo più adeguato. Ci sarà forse allora occasione per discutere di facilitazioni almeno per gli studenti e gli anziani più poveri. Ma, ora e subito, in linea di principio e di fatto, il diritto di essere radicali va preso sul serio come dovere di sostenere con il proprio contributo un partito che è già un'altra cosa rispetto alla partitocrazia, che è già una casa comune per tante diverse storie, che è già non una fazione contro altre fazioni ma un bene di tutti, un bene comune da custodire e da incrementare; e, quel che conta e vale non dimenticare, non solamente in Italia.

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Si sono iscritti oggi al Partito Radicale:

Pietro Mastranzo, deputato DC;

Tancredi Cimino, deputato DC;

Gianfranco Occhipinti, deputato PSDI;

Luciano Caveri, deputato Union Valdotaine;

Giorgio Carta, deputato PSDI, Sottosegretario alle Finanze;

Andrea De Simone, PDS, ha inviato un contributo.

Si è inoltre iscritto il Presidente degli avvocati di Napoli, Gerardo Vitiello.

IN ROMANIA:

Si sono iscritti stamattina per la prima volta al PR 6 deputati di Romania. Si tratta di Adrian DUTA, Severin BECUI, Sabin GHILEA, Gheorghe ZGONDEA, tutti i quattro membri del FDSN (Fronte Democratico di Salvezza Nazionale), di Iohan Peter BABIAS, della minoranza polacca e di Zoltan SZILAGYI, del RMDSz-UDMR (Unione Democratica dei Magiari di Romania).

Si sono inoltre re-iscritti al Partito Radicale, Ioan CATARIG, deputato FDSN, Vasile MANDROVICEANU, del PAC (Partito dell'Alleanza Civica) e Ferenc PECSI, del RMDSZ-UDMR.

Sono 29 i parlamentari di Romania (28 deputati ed un senatore) iscritti al Partito Radicale del 93.

 
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