dalla rubrica settimanale "RAGIONEVOLMENTE" di "NEDELJNA DALMACIJA" del 17.2.93" Poco giorni fa, a Roma, ho visto cosa significa essere sulla lista nera della mafia italiana. Il ministro della giustizia Claudio Martelli è venuto al Congresso del partito di Pannella con un centinaio di guardie del corpo e di carabinieri armati. Ha parlato della necessità della lotta contro la mafia e contro il crimine e dei successi che ha ottenuto.
Ma, tornato da Roma, ho letto con stupore che anche il ministro Martelli si è dimesso: anche lui è sotto inchiesta perché probabilmente sapeva dei versamenti illegali sul conto del Partito socialista italiano. Eppure lui era uno tra i pochi a cui ancora si dava fiducia. L'Italia, sebbene sia un paese di stabile democrazia, sta tremando fino alle radici. La fiducia nella politica e nei politici è persa. Ogni italiano sa che nelle associazioni criminali si trovano implicati autorevoli nomi. La corruzione, le tangenti, la connessione tra la politica e il crimine creano al posto del mercato un mercato falso, invece della democrazia governano la mafia e le lobby. Ogni giorno qualche politico si dimette, numerosi sono sotto l'inchiesta, alcuni sono in prigione.
L'Italia è in piedi. L'opinione pubblica chiede che si sciolga il nodo gordiano. Si cercano i politici onesti a cui si può credere, che hanno le mani pulite e quelli che in nessun modo hanno usato la funzione politica a proprio favore o a favore del proprio partito e al di fuori della legge.
Il gandhiano Marco Pannella, della cui onestà e ingenuità in politica numerosi lupi ridevano di nascosto, diventa l'uomo chiave, l'unico a cui si crede e che può salvare il governo dalla rottura completa. ..."
Successivamente Tomac ravvisa una situazione analoga a quella italiana in Croazia, specialmente per quanto concerne il controllo e la concentrazione dei poteri nelle mani di pochi uomini dello stesso partito. Lamenta però l'assenza di reazioni da parte dell'opinione pubblica e dei mas-media e paragona la situazione croata a quella sud-americana.