Roma, 24 febbraio - Pur impegnati nella campagna per la vita del Partito Radicale - e quindi delle speranze e delle ragioni antiproibizioniste che trovano nel CORA (associazione del PR) l'unica organizzazione politica dell'antiproibizionismo in Italia - non possiamo fare a meno di rilevare che, appena sospeso il nostro impegno diretto, unilaterale, quotidiano, al Senato, così come all'interno del Governo, si rialzano le voci più retrive, conservatrici, ossessive, del proibizionismo a invocare carcere e ricovero coatto per i consumatori di sostanze illegali.
Per noi, questa è una ragione in più per continuare ad assicurare la riuscita della campagna per la vita del PR, che consentirà anche agli antiproibizionisti maggiore presenza, incidenza e impegno a partire dall'imminente referendum contro le parti più repressive e punitive della legge Jervolino-Vassalli e per l'autonomia terapeutica dei medici.