Roma, 24 febbraio 1993
Il deputato antiproibizionista Marco Taradash (Lista Pannella) ha dichiarato, in relazione alla sospensione al Senato del dibattito sul decreto che modifica la legge 162 sulla droga:
A pochi giorni dalla sua decadenza, il Governo ha chiesto al Senato il rinvio della discussione sul decreto che ha modificato la legge Craxi-Jervolino sulla droga, in vista di un non meglio precisato "ripensamento". Se ripensamento significa - come tutto lascia credere - la trasformazione del decreto in disegno di legge, il fatto griderebbe vendetta, davanti al cielo del buon senso e davanti all'inferno delle decine di migliaia di imputati in attesa di giudizio per detenzione di lievi quantità di sostanze stupefacenti.
Il decreto, come noto, non è affatto rivoluzionario: moltiplicando per tre la dose media giornaliera che separa la sanzione amministrativa dalla condanna penale, ha infatti modificato in misura del tutto modica una legge che ha soltanto prodotto maggiore intasamento dei tribunali e intollerabile sovraffollamento delle carceri, senza per altro ridurre di un solo grammo la droga in circolazione. Eppure questo decreto ha incontrato al Senato la durissima opposizione di larghi settori della maggioranza di Governo, e in particolare dalla Dc.
E tuttavia il decreto può ricevere il voto favorevole di quasi tutte le opposizioni. Per questo il ritiro del decreto legge e la sua conversione (non cattolica, ma democristiana o clerico-socialista) in disegno di legge è assolutamente immotivata. Noi chiediamo al Governo di confrontarsi con la maggioranza parlamentare e di riportare il decreto, subito dopo la sua eventuale decadenza, alla Camera, visto che il Senato è riuscito nella non nobile impresa di far decadere per ben quattro volte anche il decreto su AIDS e carceri da nessuno contestato.