Mosca, 25 febbraio 1993
Il gruppo dei militanti e deputati radicali dell'area ex-Urss ha fatto una dichiarazione sulla situazione in Georgia e particolarmente sul bombardamento della città di Sukhumi da parte delle forze aeree russe. Con l'assistenza della ambasciata georgiana a Mosca, il testo della dichiarazione è stato portato a conoscenza del presidente della Federazione Russa Boris Eltsin, del presidente del Soviet supremo Ruslan Khasbulatov, del capo degli eserciti uniti della CSI il maresciallo Shaposhnikov, del ministro della difesa di Russia Pavel Graciov. E' stato anche indirizzato al parlamento georgiano e ai mezzi di informazione. A seguire il testo della dichiarazione:
»Un aviogetto delle forze aeree russe ha vibrato sabato, 20 febbraio un colpo contro il quartiere abitato di Sukhumi. Ci sono guasti e vittime tra la popolazione civile.
Questo bombardamento segna una nuova tappa della guerra che si svolge già da sei mesi dalle forze separatiste Abkhasiane e dalle formazioni illegali che invadono dal territorio georgiano a quello Russo. Ormai siamo costretti a constatare l' aggressione contro la Repubblica Georgiana da parte della armata russa che si trasforma in una istituzione politica indipendente nel suo paese.
Durante sei mesi sono testimone del completo insuccesso di tutti i tentativi di organizzare i negoziati sul conflitto in Abkhasia. "Le proposte di pace" che vengono avanzate dalla leadership dei separatisti Abkhasiani e supportate dal Soviet supremo di Russia, trovano verifica in Ossetia del Sud, Transnistria e Kraina serba. Questo accordo prevede il ritiro delle truppe georgiane dall' Abkhasia e la separazione di questo territorio da Georgia per mezzo degli eserciti russi.
La guerra che contro la Georgia - insieme con l'occupazione della regione orientale Moldovae e le pretese territoriali dell'Ucraina che sono stato oggetto di intimazione da parte del parlamento russo, con le speculazione intorno al ritiro delle truppe russe dai paesi baltici, col sostegno pubblico e segreto del regime di Belgrado - è ancora un tentativo per realizzare i progetti revanscistici di ristabilire Impero russo per mezzo della forza.
Siamo sicuri, che la soluzione di questo conflitto è nel rispetto delle leggi internazionali e può essere garantita soltanto con forze ONU o CSCE, ma non con negoziati regionali sotto l'egida della Russia che è parte interessata. E' necessario creare una commissione dell'ONU o della CSCE sul conflitto in Abkhasia. Anche i parlamentari russi e georgiani insieme coi deputati del Soviet supremo della repubblica autonoma di Abkhasia devono far parte di questa commissione.
Per ragioni comprensibili, nessuna funzione di pace può essere svolta dall'esercito russo, che deve essere ritirato da Abkhasia immediatamente. Il compito della separazione delle parti in conflitto bisogna darlo ai caschi blu dell'ONU, oppure - se fosse necessario - alla NATO, sotto l'egida delle Nazione Unite.
Insistiamo nell'affermare la necessità di trasformare il tribunale dell'ONU sui crimini militari in ex-Jugoslavia in un'organo permanente e alla espansione della sfera della sua competenza su tutti i territori che sono coinvolti in conflitti militari. Questo sarebbe un contributo importante alla riforma del diritto internazionale, la cui necessità è molto più evidente in considerazione della aggiunta dei nuovi stati indipendenti
alla comunità internazionale.
Un'azione ferma ed efficace per la soluzione del conflitto in Abkhasia sulla basa del diritto internazionale produrranno una benefica influenza anche su altri focolai di conflitti nel mondo postcomunista.
Le prime firme sono di:
Mamuka TSAGARELI, membro del Comitato principale del Partito della indipendenza nazionale, membro del Consiglio generale del Partito radicale (Tbilissi, Georgia);
Nikolaj KHRAMOV, membro del Consiglio generale del PR (Mosca);
Nicolae CHIRTOACA, consigliere dello stato del presidente della Repubblica Moldova (Chisinau, Moldova);
Vladimir IVANOV, co-presidente del Partito verde di Ucraina, iscritto al Pr (Kiev);
Evgenij PASCENKO, presidente della società "Ucraina - Croazia", iscritto al Pr (Kiev);
David BASHALEISHVILI, membro del parlamento georgiano sulla lista dei verdi, iscritto al Pr (Tbilissi);
Ruslan SADYRKHANOV, professore, iscritto al Partito radicale (Baku);
Malik SHARIFOV, vice direttore della AZTADZH - agenzia informazione di Azerbaigian, iscritto al Pr (Baku);
Georgij DZHINCIARADZE, direttore dello ufficio stampa del Partito della indipendenza nazionale, iscritto al Pr (Tbilissi);
ed altri.