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Agora' Agora - 10 marzo 1993
CASO CARRA - TARADASH: UNA SENTENZA POLITICA CHE FA A PUGNI CON LA GIUSTIZIA.

In merito alla condanna di Enzo Carra il deputato Marco Taradash (Lista Pannella), membro della commissione giustizia della Camera, ha dichiarato:

"Dunque "basta la parola". La condanna di Enzo Carra è uno scandalo della ragione e rappresenta un precedente gravissimo su cui parlamento e pubblica opinione devono interrogarsi. D'ora in poi, se il metodo Carra farà scuola, qualsiasi persona potrà essere arrestata, chiamata in giudizio e condannata senza che all'accusa sia fatto obbligo di portare il minimo indizio fattuale, non dico prova, a sostegno della sua tesi. Carra è stato condannato sulla base unica di quanto il suo accusatore, Graziano Moro, corruttore reo confesso, ricorda di una conversazione privata.

Qui Tangentopoli non c'entra per nulla: L'ex portavoce di Forlani (ma poteva capitare a chiunque) non ha avuto modo di discolparsi, non disponendo, allo stesso modo del suo accusatore, di nessun riscontro oggettivo. Ha dunque prevalso il libero convincimento del giudice, che, invece di applicare la massima "in dubio pro reo" ha emesso una sentenza politica, conforme all'atmosfera del momento.

Carra, se ricorrerà in appello, può soltanto sperare che il clima politico sia cambiato, e di essere dunque assolto. Sarà, in ogni caso, una nuova sconfitta per la giustizia, il principio di legalità, le norme generali dello stato di diritto.

Occorre, dunque, procedere immediatamente all'abrogazione della norma, introdotta col decreto antimafia dell'agosto 1992, che ha consentito al PM, vale a dire a una parte, di far arrestare Carra per falsa testimonianza, e rivedere da capo a fondo, come richiesto da molti - fra cui, di recente, l'on. Ferdinando Imposimato - l'istituto medievale del "libero convincimento".

 
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