Premesso che
- la magistratura inquirente ha proceduto, in data 8 marzo 1993, all'arresto di sette persone, accuse di aver assassinato il 5 maggio del 1989 a pugni e calci Roberto Maranzano, ospite della Comunità di San Patrignano, e di aver trasportato il suo cadavere vicino a Napoli, dove, due giorni dopo venne ritrovato;
- secondo l'accusa il delitto avvenne all'interno della Comunità, nell'ala dell'astinenza, la zona in cui vengono trattenuti i tossicodipendenti in crisi di astinenza, nel corso di un pestaggio attuato per convincere il Maranzano a rinunciare alla droga;
- di fronte a questa sconvolgente accusa che, se comprovata, apre una serie di interrogativi gravissimi sui metodi illegali e le violenze che caratterizzerebbero la vita della comunità di San Patrignano, il ministero degli Affari Sociali, per bocca del suo capo dipartimento, dottor Guido Bertolaso, ha ritenuto di dover "ribadire la stima verso cị che Muccioli e la sua comunità sono riusciti a fare per il recupero dei tossicodipendenti";
per sapere:
1) se non ritenga indecente che, invece di esprimere cordoglio per la morte violenta di un giovane ospite di una comunità finanziata dallo Stato, il dottor Bertolaso abbia voluto esprimere, con zelo gratuito, stima verso la comunità all'interno della quale - e non all'esterno - è avvenuto secondo l'accusa non l'incidente ma l'omicidio;
2) se il dottor Bertolaso abbia espresso la posizione ufficiale del ministero o, in caso contrario, se non ritenga di dover rimuovere il capo del dipartimento dal suo incarico;
3) di quali e quanti fondi pubblici, statali o di altri enti, la comunità di San Patrignano abbia usufruito fino ad oggi, e a quali condizioni e verifiche tali erogazioni siano state soggette;
4) che cosa si intenda fare per evitare che casi del genere si ripetano e per ovviare all'assoluta mancanza di qualsiasi controllo sui metodi di trattamento e sull'efficacia delle terapie.
Marco Taradash
Emma Bonino
Roberto Cicciomessere
Marco Pannella
Pio Rapagnà
Elio Vito