Il comitato dei radicali per i referendum e il comitato promotore del referendum sulla legge Jervolino-Vassalli hanno emesso questa mattina il seguente comunicato:
"Dopodomani, venerdi 12 marzo, scade per decorrenza dei termini di conversione, il decreto n. 3/1993, che, fra l'altro, ha apportato modifiche alla legge 162/90. Il comitato dei radicali per i referendum e il comitato promotore del referendum sulla legge 162/90 deplorano il fatto che il Parlamento non abbia proceduto alla ratifica del decreto, che, modificando marginalmente la legge in vigore, aveva introdotto alcune garanzie a vantaggio degli imputati per detenzione di minime quantità di sostanze stupefacenti illegali.
L'opposizione esplicita di alcuni e diffuse forme di latente ostruzionismo hanno così impedito al Senato, per la quarta volta consecutiva, di ratificare anche le norme sulla incompatibilità fra AIDS e carcere, contenute nello stesso decreto in erano state inserite le modifiche alla legge 162.
A questo punto, per le stesse ragioni espresse dal Presidente della Repubblica nella lettera con cui ha rinviato al Presidente del Consiglio Giuliano Amato il decreto legge sul finanziamento dei partiti, risulta del tutto inopportuno che il governo riproponga l'emanazione del decreto n. 3/1993, nelle parti che incidono o possono apparire incidenti sulla materia sottoposta a referendum. Come ha fatto notare il Presidente della Repubblica l'entrata in vigore del decreto legge potrebbe avere l'effetto - in quanto così ritenesse la Corte di cassazione - di annullare in parte il procedimento referendario, effetto che diventerebbe irreversibile anche quando il decreto non venisse convertito dalle Camere. Appare invece necessaria la riproposizione delle altre norme contenute nel decreto, e in particolare di quelle relative alla inconciliabilità fra detenzione e AIDS, modificandole in senso meno restrittivo.
Il Comitato dei radicali per i referendum e il comitato promotore del referendum sulla droga invitano da subito le organizzazioni locali a costituirsi in comitati per il sì al referendum sulle parti più violente, inique e inefficaci della Jervolino-Vassalli, per l'abrogazione delle quali oltre 725 mila cittadini hanno firmato la richiesta referendaria.