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Agora' Agora - 12 marzo 1993
PANNELLA: IL GOVERNO HA AVUTO RAGIONE NEL NON REITERARE IL DECRETO STUPIDAMENTE INSABBIATO DAL SENATO. ORA C'E' IL REFERENDUM. MUCCIOLI.

La decisione del Governo di non reiterare il decreto di depenalizzazione del consumo di droga è assolutamente corretta. Mentre grave è stata la responsabilità politica del Senato della Repubblica che ha insabbiato il decreto, anzichè esaminarlo rapidamente, vista la gravità delle situazioni umane, culturali, sociali che cercava di alleviare.

In tal modo, ora, non resta che l'iniziativa referendaria, che tende allo stesso obiettivo, oltre che a restituire al medico la sua deontologia, le sue funzioni professionali e morali.

Mi auguro che la RAI-TV comprenda che è giunta l'ora di consentire un dibattito leale e completo, fra i veri soggetti rappresentativi di diverse possibilità di governo e di superamento del flagello della droga. Non è possibile, infatti, continuare a ignorare chi ha assunto l'iniziativa, per l'ennesima volta, di coinvolgere oltre mezzo milione di elettori italiani nella richiesta referendaria, di ottenere dal Governo questo decreto, per lasciare la parola quasi esclusivamente ad "operatori sociali", spesso benemeriti per il loro impegno, che è però del tutto particolare, così come la loro esperienza.

In tale occasione, inoltre, ci auguriamo che non si applicheranno propio ora criteri meccanicamente simmetrici, di rappresentanza di una parte e dell'altra; dopo che da molti anni proprio la parte più attiva, più sostenuta, e con una continuità di impegno di alcuni decenni, in Italia e nel mondo, in Parlamento e nelle strade, nel dibattito culturale ed in quello politico, è stata pesantemente penalizzata, specie da alcune reti televisive. C'è un recupero di informazione da fare, che ci auguriamo sarà fatto non inventando nuovi soggetti "ad hoc" per continuare a ignorare gli altri.

La dolorosa, tragica vicenda di San Patrignano e di Vincenzo Muccioli, oggi esplosa, è da addebitarsi anche ai tanti che avevano sacralizzato quella esperienza, dando ad essa un valore tale da aver sicuramente concorso a rendere Muccioli incapace di affrontare la verità, e di superare i pericoli insiti nelle sue scelte, ed ancor più in quello cui è stato in questi anni istigato dai suoi zeloti di certa stampa e di ancor più certa incultura.

Forse un dibattito su questa vicenda sarebbe doveroso, oltre che di appassionante attualità ed interesse per l'opinione pubblica.

Roma, 12 marzo 1993

 
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