Roma, 20 marzo - Sull'uscita di Franco Zeffirelli, Sergio D'Elia, coordinatore della "Campagna del Partito radicale per l'abolizione della pena di morte entro il Duemila", ha dichiarato:
"L'uscita di Franco Zeffirelli sulla pena di morte a chi incassa tangenti è il frutto della demagogia del "partito degli onesti" e di "mani pulite" che mostra il cappio e alimenta il linciaggio, e fa presa oggi sulla "società civile" tanto più quanto questa, in passato, ha "corrisposto" con indifferenza o rassegnazione al sistema dominante di illegalità e arroganza. Anticonformista Zeffirelli? Egli è la espressione clamorosa della volgarità del "politico" e del "civile" imperanti fino ad oggi e di cui ora, sommariamente e vigliaccamente, ci si vuol liberare."