"L'elezione di Carlo Ripa di Meana a portavoce, di fatto a primo segretario politico, del partito Verde è da sottolineare come evento positivamente contraddittorio nei confronti delle sacche fondamentaliste (il fondamentalismo è uno solo: non è quello verde, rosso, nero o bianco), delle tentazioni faziose e trasformiste, che si sono manifestate nella sinistra italiana, ad esempio con le opinioni per il "no" al referendum dei "pattisti" Orlando e Dalla Chiesa, Gianni Mattioli e altri.
Per il resto è fin troppo naturale il riflesso di conservazione e di autoconservazione che unisce sempre più, su fronti opposti nella congiuntura, proporzionalisti del "no", e Doppio-turnisti del "sì", contro il rischio di una riforma anglosassone, con il maggioritario secco, e l'elezione coerente, poi, anche delle massime cariche esecutive dello Stato, delle Regioni con lo stesso metodo.
A Carlo Ripa di Meana, che ha sùbito ribadito il suo personale "sì" ai referendum, il mio augurio sincero e profondo."