della lista Pannella, Massimo CappatoLe cifre sono di disperazione e desolazione. "Una situazione che lede profondamente -per usare le parole del direttore- i diritti dell'individuo e del personale".
597 detenuti (quasi la metà tossicodipendenti e oltre 130 sieropositivi) e 180 agenti in un carcere nuovo che prevederebbe un organico minimo di agenti di 340.
Le agitazioni della settimana scorsa del personale non sono servite a nulla, se non a strappare la promessa di 20 militari di leva, che potrebbero essere utilizzati a ben poco.
Lo stato all'interno del carcere è di estrema tensione, perché la mancanza del personale si traduce nei fatti in una permanenza dei detenuti nelle celle 22 ore su 24.
Campanello d'allarme di una situazione tesa e pericolosa è stato un episodio avvenuto circa 8 giorni fa: un alterco tra un appuntato e un detenuto (sulla brevità del periodo d'aria) si è trasformato rapidamente in una colluttazione nella quale sono intervenuti altri due detenuti e numerosi agenti. Sul caso sta indagando la Magistratura, ma è chiaro che non può e non deve essere sottovalutato, perché può generare una reazione a catena incontrollabile.
La vita nel carcere è molto pesante, anche a causa della cronica mancanza di assistenza sanitaria (un medico ogni 600 detenuti), e della totale latitanza del SERT di Monza, che prescinde totalmente dal fatto che esistono più tossicodipendenti in carcere che nel resto del territorio.
Alcuni mesi fa parlavamo di "sperimentazione sociologica" sull'uomo; oggi rilanciamo: Si vuole assistere inerti agli esiti letali di quella sperimentazione?
Ufficio stampa del Gruppo Antiproibizionisti sulla droga