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Agora' Agora - 2 aprile 1993
CAMPAGNA INTERNAZIONALE PER LA LIBERAZIONE DI LAROUCHE.
OGGI, VENERDI' 2 APRILE, CONFERENZA ALLA SALA STAMPA DI MONTECITORIO.

Roma, 2 aprile 1993 - Si è svolta oggi, presso la Sala Stampa di Montecitorio, una conferenza stampa indetta dal Gruppo Federalista Europeo per presentare l'iniziativa parlamentare, italiana ed internazionale, per la liberazione di Lyndon H. LaRouche Jr, economista americano settantenne, ex candidato democratico alla presidenza USA, da quattro anni detenuto in un carcere del Minnesota (USA) a seguito di una montatura giudiziaria voluta dall'ex Presidente George Bush.

Alla conferenza stampa hanno partecipato Emma Bonino, del Gruppo Federalista Europeo, Flaminio Piccoli, della Dc, Helga Zepp LaRouche presidente dello Schiller Institut e moglie del dissidente americano e Sergio D'Elia, del Partito Radicale.

Una lettera al Presidente americano Clinton, in cui si chiede di intercedere per la liberazione e riabilitazione del politico americano, è stata sottoscritta nelle ultime settimane da oltre 300 parlamentari di tutto il mondo, di cui 60 italiani.

Una delegazione di firmatari, guidata da due parlamentari ucraini, dall'ex ministro del Lavoro colombiano Jorge Carrillo, da un ex parlamentare democratico americano e da due leader del movimento per i diritti civili americano ed ex collaboratori di Martin Luther King, è stata a Washington dal 15 al 20 marzo per informare il Congresso, il Senato e la Casa Bianca sul caso LaRouche.

Il caso LaRouche è stato inoltre presentato alla Commissione dei Diritti Umani dell'ONU, che lo cita nel suo ultimo rapporto come un caso di violazione dei diritti umani, alla CSCE di Copenhagen dall'avvocato difensore di LaRouche, l'ex ministro della Giustizia americano Ramsey Clarck, ed all'ONU di Ginevra dall'International Progress Organization e dalla moglie del politico americano, Helga Zepp LaRouche, Presidente dello Schiller Institut.

DICHIARAZIONE DI EMMA BONINO.

"Nel sostenere la campagna internazionale per la liberazione di Lyndon LaRouche abbiamo inteso affermare il principio che la libertà di opinione e di espressione politica deve essere difesa ad ogni costo, soprattutto nel caso in cui ad esercitarle sia il più lontano da te, il più evidente dei tuoi avversari. Lyndon LaRouche è a capo di un movimento di cui non condividiamo quasi nessuna delle analisi e delle proposte politiche: ci divide, ad esempio, la questione della droga - lui è proibizionista, noi per la legalizzazione -; le sue ricette per l'economia non ci convincono; le sue analisi su fatti e misfatti interni e esterni agli Stati Uniti ci pare indulgano spesso alla teoria del complotto. Ci trova daccordo la posizione abolizionista sulla pena di morte. Un fatto è certo: Lyndon LaRouche non ha commesso, fino a prova contraria, atti di violenza. E' in carcere per cospirazione politica e reati amministrativi connessi alla sua campagna elettorale, perseguiti - ci sembra - più con l'intento di cancellare un

a voce dissenziente che per una obiettiva pericolosità".

Segue:

APPELLO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI D'AMERICA SUL CASO DI LYNDON LAROUCHE.

FIRMATARI.

On. Bill Clinton

Presidente degli Stati Uniti d'America

The White House

1600 Pennsylvania Ave. Washington D.C.

Mr. President,

i sottoscritti, parlamentari di numerosi paesi, chiedono il Suo diretto intervento per la liberazione di Lyndon LaRouche e per porre fine alla persecuzione politica nei confronti del suo movimento.

Dal gennaio 1989, Lyndon LaRouche è prigioniero politico in un carcere federale a Rochester, nel Minnesota. La sua incarcerazione è stata il risultato di una montatura giudiziaria, politicamente motivata, e di un processo sommario ad Alexandria, in Virginia, nel corso del quale sono stati calpestati i diritti più elementari alla difesa, conclusosi con una crudele condanna a 15 anni di carcere imposta ad un cittadino che a quell'epoca aveva 66 anni, ovvero una condanna all'ergastolo.

Un processo precedente nei confronti di LaRouche a Boston era stato sospeso nel maggio 1988, ed i giurati di quel processo dichiararono alla stampa in seguito che avrebbero giudicato LaRouche innocente in tutti i capi d'accusa, giacchè le prove presentate dal governo federale contro di lui e contro il suo movimento erano chiaramente viziate. Pochi mesi dopo gli istigatori di questa montatura giudiziaria imbastirono un secondo processo, ancor più viziato, per gli stessi capi d'accusa, ma selezionando questa volta una giuria che includeva illegalmente funzionari del governo e dei servizi di sicurezza, e che condannò LaRouche ed i suoi collaboratori con rapidità senza precedenti e non prendendo in minima considerazione i diritti della difesa.

Come dichiarò l'avvocato difensore di LaRouche, l'ex ministro della Giustizia americano Ramsey Clark, "Lyndon LaRouche è stato condannato con un processo affrettato, tre settimane prima di un'elezione presidenziale. Sono stato al Ministero della Giustizia otto anni, e non abbiamo mai incriminato una personalità politica poco prima di un'elezione. Non vi era alcuna intenzione di condurre un processo equo. Dopo anni di articoli diffamanti, hanno deciso di celebrare il processo in un tribunale dell'Eastern District della Virginia, in cui vivono solo funzionari del governo e dei servizi segreti".

Tutti questi abusi giudiziari sono dettagliati in documenti pubblicati dalla Commissione Diritti Umani dell'ONU, dall'Organizzazione degli Stati Americani (OSA) e dalla Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa (CSCE).

Ci risulta che in tutta la sua vita pubblica LaRouche sia stato un difensore del diritto allo sviluppo sovrano di ogni nazione, e dei diritti inalienabili di ogni Uomo. Per questi motivi, signor Presidente, Le chiediamo di intraprendere passi concreti per porre fine a questa ingiustizia, liberando Lyndon LaRouche.

Con osservanza,

(autorizziamo la pubblicazione dei nostri nomi in calce a questa lettera)

DEPUTATI

On. Emma BONINO Federalisti Europei

On. Lino DE BENETTI Verdi

On. Raffaele ROTIROTI PSI

On. Lanfranco TURCI PDS

On. Vito BONSIGNORE DC

On. Rosa FILIPPINI PSI

On. Salvatore STORNELLO PSI

On. Raffaele FARIGU PSI

On. Elio VITO Federalisti Europei

On. Tiziana MAIOLO Rifondazione Comunista

On. Vito LECCESE Verdi

On. Saverio ZAVETTIERI PSI

On. Paolo ROMEO PSDI

On. Antonio CARIGLIA PSDI

On. Franco PIRO PSI

On. Vincenzino CULICCHIA DC

Giovanni RUSSO SPENA Rifondazione Comunista

On. A. Gabriele RENZULLI PSI

On. Massimo CHIAVENTI PDS

On. Pierluigi POLVERARI PSI

On. Antonino BUTTITTA PSI

On. Antonio PAPPALARDO PSDI

On. Nicola CAPRIA PSI

On. Francesco TEMPESTINI PSI

On. Vincenzo CIABARRI PDS

On. Leone MANTI DC

On Antonio IODICE DC

On. Maria Luisa SANGIORGIO PDS

On. Agazio LOIERO DC

On. Maurizio PIERONI Verdi

On. Stefano BERNI DC

On. Raffaele MASTRANTUONO PSI

On. Giuseppe DE GENNARO DC

On. Carlo PALERMO Rete

SENATORI

Sen. Flaminio PICCOLI DC

Sen. Agata Alma CAPPIELLO PSI

Sen. Pina MAISANO GRASSI Verdi

Sen. Achille CUTRERA PSI

Sen. Carmine MANCUSO Rete

Sen. Gino GIUGNI PSI

Sen. Massimo STRUFFI PSI

Sen. Francesco FORTE PSI

Sen. Carla ROCCHI Verdi

Sen. Francesco GRECO PDS

Sen. Sisinio ZITO PSI

Sen. Giorgio MOSCHETTI DC

Sen. Emilio MOLINARI Verdi

PARLAMENTO EUROPEO

Roberto BARZANTI PDS

Maria Luisa CASSANMAGNAGO DC

Francesco GUIDOLIN DC

Francesco SPERONI Lega Nord

Carlo CASINI DC

Franco BORGO DC

Lorenzo DE VITTO DC

Andrea BONETTI DC

Roberto FORMIGONI DC

Giulio GALLENZI DC

Maria MAGNANI-NOJA PSI

Nereo LARONI PSI

Adriana CECI PDS

Joachim DALMASS SVP

Eugenio MELANDRI Rifondazione Comunista

Mario MELIS PSdAz

 
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