Nel corso della conferenza stampa è stata annunciata l'apertura della campagna di iscrizione al PR fuori d'Italia, dopo il successo delle 37.000 iscrizioni raccolte in Italia in pochissime settimane. La prima iniziativa è stata la pubblicazione a pagamento, su giornali di oltre 30 paesi, di una inserzione di informazione sul PR.
Ed è stato presentato l'ultimo numero del Giornale "Il Partito Nuovo", stampato in 15 lingue e il 200.000 copie, inviato tra gli altri ai 50.000 parlamentari dei paesi democratici.
Sono state poi illustrate le iniziative politiche transnazionali del PR:
-L'Appello per l'istituzione del Tribunale Internazionale contro i crimini, e le richieste del PR all'Italia;
-L'appello alle Nazioni Unite - che verrà consegnato in occasione della Conferenza sui Diritti Umani di Vienna - per il diritto di ogni essere umano a non essere ucciso a seguito di una sentenza o misura giudiziaria.
NELL'ANNIVERSARIO DELL'ATTACCO CONTRO SARAJEVO:
LE RICHIESTE DEL PR ALL'ITALIA; LE INIZIATIVE RADICALI.
6 ottobre 1992: La Commissione di Esperti. Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU istituisce una Commissione di Esperti per indagare sulle violazioni del diritto umanitario internazionale nel territorio della ex-Yugoslavia. Della Commissione fa parte Cherif Bassiouni, docente di Diritto ed esperto di Scienze Criminali, iscritto al PR.
2-5 dicembre 1992: Il Convegno di Siracusa. Si svolge a Siracusa il convegno internazionale per la creazione di una Corte penale internazionale. Il Convegno è organizzato tra gli altri da "Parliamentarians for Global Action" e dall'ISISC (Istituto Superiore Internazionale di Scienze Criminali), ed è presieduto dal professor Cherif Bassiouni; al Convegno sono presenti giuristi e parlamentari di tutto il mondo
Per casi di aggressioni belliche, e anche contro la criminalità organizzata internazionale, ad esempio contro il traffico di stupefacenti, contro il traffico internazionale di minori, contro lo sfruttamento sessuale di donne e bambini, contro il terrorismo internazionale, una corte penale potrebbe servire da deterrente o, almeno, essere strumento di punizioni nei confronti di coloro che sembrano non temere niente e nessuno. Questi, alcuni presupposti del Convegno di Siracusa, che il Pr, attraverso il suo Presidente, Emma Bonino, aveva chiesto al Presidente del Governo italiano, Giuliano Amato, di co-promuovere.
22 gennaio 1993: La Commissione italiana. In seguito alle pressioni del Gruppo Federalista Europeo e del Partito Radicale, il Governo italiano (insieme ad altre importanti decisioni relative alla situazione nella ex-Yugoslavia, incluso l'invito al Sindaco di Sarajevo), istituiva una commissione di studio sul tema "composta da alti magistrati ed esperti - si legge nel comunicato di Palazzo Chigi: vedi allegato - incaricata di predisporre entro 30 giorni una proposta del Governo italiano, da sottoporre alle appropriate istanze internazionali, in ordine alla creazione di un Tribunale internazionale preposto a giudicare i crimini contro l'umanità."
17 febbraio 1993: La proposta italiana. In base allo studio della commissione, presieduta dall'attuale Ministro di Grazia e Giustizia italiano Giovanni Conso, e che aveva tra i suoi membri il professor Antonio Papisca, docente di dirtto internazionale all'Università di Padova, il Governo italiano presentava alle Nazioni Unite una proposta, un vero e proprio progetto di statuto, per la creazione di un Tribunale internazionale incaricato di giudicare i crimini commessi nell'ex Jugoslavia. Alla proposta italiana si aggiungevano analoghe proposte francese e svedese.
22 febbraio 1993: La Risoluzione 808. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, con la risoluzione 808, decideva "l'istituzione di un Tribunale internazionale per giudicare i responsabili di gravi violazioni del diritto umanitario internazionale commesse sul territorio dell'ex Jugoslavia dal 1991". Da quella data, il Segretario Generale Boutros Boutros-Ghali ha due mesi di tempo per formulare una proposta su come procedere alla creazione dell'organismo.
22 aprile 1993: Il Rapporto di Boutros-Ghali. Dove avrà sede il Tribunale? Secondo quale rito dovrà giudicare? Chi svolgerà il ruolo chiave del pubblico ministero? Avrà questi a disposizione forze di polizia per svolgere il proprio ruolo? Quali reati si potranno giudicare? Una volta avuta la sentenza, in quale carcere dovrebbero essere rinchiusi i colpevoli? A queste domande risponderà il Segretario Generale dell'ONU il 22 aprile, con il suo rapporto.
Aprile 1993: Continuano le iniziative radicali. L'intervento dell'ONU concerne una soluzione giudiziaria specifica, propria al dramma jugoslavo, più che la creazione di un giudice internazionale competente in astratto per le ipotesi di crimini internazionali.
Così come una soluzione giudiziaria specifica persegue il procedimento che si è aperto nei giorni scorsi davanti alla Corte dell'Aja, intentato dal Governo bosniaco.
Ora, il Pr chiede che l'Italia si offra come sede del Tribunale Penale Internazionale, onde superare anche questo eventuale tipo di problemi. E il Partito Radicale vuole agire a livello transnazionale perchè l'organismo deciso dall'ONU sia intanto subito istituito, e perchè si trasformi in organismo permanente che abbia competenza su tutti i territori che sono coinvolti in conflitti. Sarebbe, questo, un contributo fondamentale per la riforma necessaria del diritto internazionale.
Non c'è dubbio che l'ONU, con la sua decisione, abbia compiuto il primo passo verso una posizione più vigorosa rispetto a quanto avviene nei Balcani. E' necessario, ora, dare forza a questa decisione, por fine alla barbarie che si va consumando, ai massacri della popolazione civile, ai campi di concentramento, agli stupri che continuano, alla pratica feroce della "pulizia etnica", alla guerra di aggressione.
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ALLEGATO
LA RISOLUZIONE 808
DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL'ONU
Security Council Press Release
3175th Meeting (PM) 22 February 1993
The Council has before it a draft resolution (document S/25314) which reads as follows:
"The Security Council,
"Reaffirming its resolution 713 (1991) of 25 September 1991 and all subsequent relevant resolutions,
"Recalling paragraph 10 of its resolution 764 (1992) of 13 July 1992, in which it reaffirmed that all parties are bound to comply with the obligations under international humanitarian law and in particular the Geneva Conventions of 12 August 1949, and that persons who commit or order the commission of grave breaches of the Conventions are individually responsible in respect of such breaches,
"Recalling also its resolution 771 (1992) of 13 August 1992, in which, inter alia, it demanded that all parties and others concerned in the former Yugoslavia, and all military forces in Bosnia and Herzegovina, immediately cease and desist from all breaches of international humanitarian law,
"Recalling further its resolution 780 (1992) of 6 October 1992, in which it requested the Secretary-General to establish, as matter of urgency, an impartial Commission of Experts to examine and analyse the information submitted pursuant to resolutions 771 (1992) and 780 (1992), together with such further information as the Commission of Experts may obtain, with a view to providing the Secretary-General with its conclusions on the evidence of grave breaches of the Geneva Conventions and other violations of international humanitarian law committed in the territory of the former Yugoslavia,
"Having considered the interim report of the Commission of Experts established by resolution 780 (1992) (s/25274), in which the C
ommission observed that a decision to establish an ad hoc international tribunal in relation to events in the territory of the former Yugoslavia would be consistent with the direction of its work.
"Expressing once again its grave alarm at continuing reports of widespread violations of international humanitarian law occurring within the territory of the former Yugoslavia, including reports of mass killings and the continuance of the practice of "ethnic cleansing",
"Determining that this situation constitutes a threat to international peace and security,
"Determined to put an end to such crimes and to take effective measures to bring to justice the persons who are responsible for them,
"Convinced that in the particular circumstances of the former Yugoslavia the establishment of an international tribunal would enable this aim to be achieved and would contribute to the restoration and the maintenance of peace,
"Noting in this regard the recommendation by the Co-Chairmen of the Steering Committee of the International Conference on the Former Yugoslavia for the establishment of such a tribunal (S/25221),
"Noting also with grave concern the "report of the European Community investigative mission into the treatment of Muslim women in the former Yugoslavia (S/25240, annex I)",
"Noting further the report of the committee of jurists submitted by France (s/25266), the report of the commission of jurists submitted by Italy (S/25300) and the report transmitted by the Permanent Representative of Sweden, on behalf of the Chairman-in-Office of the participating States in the Conference on Security and Cooperation in Europe (CSCE) (S/25307),
"1. Decides that an international tribunal shall be established for the prosecution of persons responsible for serious violations of international humanitarian law committed in the territory of the former Yugoslavia since 1991;
"2. Requests the Secretary-General to submit for consideration by the Council at the earliest possible date, and if possible no later than 60 days after the adotpion of the present resolution, a report of all aspects of this matter, including specific proposals and where appropriate options for the effective and expeditious implementation of the decision contained in paragraph 1 above, taking into account suggestions put forward in this regard by Member States;
"3. Decides to remain actively seized of the matter."
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ALLEGATO
I "CINQUE PUNTI" DEL PRESIDENTE AMATO
Nel comunicato di Palazzo Chigi relativo alla seduta del Governo italiano del 22 gennaio scorso, si legge tra l'altro, come misure adottate con l'unanimità del Governo:
»1) Verrà costituita una Commissione composta di altri magistrati ed esperti incaricata di predisporre entro 30 giorni una proposta del Governo italiano,, da sottoporre alle appropriate istanze internazionali, in ordine alla creazione di un Tribunale internazionale preposto a giudicare i crimini contro l'umanità.
In particolare, la Commissione dovrà individuare i documenti giuridici internazionali di riferimento e le regole di procedura dell'istituendo Tribunale, nonché suggerire le modalità di costituzione del medesimo, che potrebbero essere affidate ad organismi di alta qualificazione e sicura imparzialità quali la Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja e la Corte Europea dei diritti dell'Uomo di Strasburgo.
2) Tenuto conto degli evidenti rischi che il futuro assetto della Bosnia Erzegovina sia caratterizzato da forme striscianti di "puluzia etnica" in contrasto con l'asserita composizione multietnica dei futuri Cantoni previsti dal Piano Owen-Vance, il Governo italiano solleciterà l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati a predisporre l'identificazione, per Comuni di Provenienza in Bosnia Erzegovina, della massa di rifugiati riparati nelle vicine Repubbliche della ex-Yugoslavia, nonché all'estero.
Si tratta in particolare di predisporre le adeguate condizioni operative sulla cui base la Conferenza di Ginevra sulla Yugoslavia dovrà garantire e assicurare il "diritto al ritorno", ovviamente su base volontaria, dei profughi nei Comuni bosniaci di origine.
3) Il Governo italiano intende invitare il Sindaco di Sarajevo, Mohamed Kresevljakovic in data da Lui indicata.
A tal fine sono state impartite istruzioni affinché i rappresentanti diplomatici italiani ottengano dalle forze di pace delle Naizoni Unite UNPROFOR di stanza a Sarajevo la necessaria collaborazione e protezione, perché la partenza per l'Italia del Sindaco della capitale bosniaca possa avere luogo senza intralci e minacce alla sua sicurezza.
4) Di fronte alle divergenti interpretazioni emerse ancora una volta nei colloqui di ieri a Belgrado sui limiti e la coesistenza dell'autonomia oggi garantita alle popolazioni del Kossovo, il Governo italiano promuoverà opportuni contatti informativi anche con l'etnia albanese in quella regione.
5) Per quanto riguarda infine la ex-Repubblica yugoslava di Macedonia, il Governo italiano si propone di seguire con la massima attenzione l'esame che il Consiglio di Sicurezza dovrebbe avviare nel corso della prossima settimana in ordina alle richiesta di ammissione alle Nazioni Unite presentata dalle autorità di Skopje.
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CAMPAGNA PER L'ABOLIZIONE DELLA PENA DI MORTE ENTRO IL DUEMILA. UN'AZIONE NEI CONFRONTI DELLE NAZIONI UNITE
Con l'apporto di giuristi e organizzazioni non governative o associazioni per i diritti umani o fondazioni internazionali, è in atto un'iniziativa che ha come riferimento la grande Conferenza mondiale sui Diritti umani organizzata dall'Onu a Vienna, dal 12 al 24 giugno del '93 (la Conferenza si svolge dopo 25 anni dall'ultima conferenza tenuta a Teheran nel 1968).
Promosso dal Partito Radicale e dalla Lega Internazionale per l'abolizione della pena di morte entro il Duemila, è stato lanciato un Appello all'Onu, con le richieste di una moratoria generalizzata delle esecuzioni capitali, limitazioni all'applicazione della pena di morte (nei confronti, ad esempio, di minorenni, donne incinte, minorati mentali, anziani ecc.), la configurazione in sede Onu di una forma di tribunale internazionale competente a giudicare in ordine a gravi crimini, in cui sia escluso in ogni caso il ricorso alla pena capitale.
Il testo dell'appello, tradotto in quindici lingue, è stato inviato con il giornale in tutti i parlamenti e a oltre 200.000 cittadini in varie parti del mondo.
Risoluzioni parlamentari, mozioni e ordini del giorno con i contenuti dell'appello verranno presentati, intanto, in diversi parlamenti, consigli regionali, provinciali e comunali, non solo italiani.
Le firme all'appello e tutti i documenti istituzionali verranno consegnati, in occasione della Conferenza di Vienna, al Segretario Generale della Nazioni Unite, Boutros Ghali.