Roma, 5 aprile 1993 - La sede del Tribunale permanente sui crimini di guerra in Italia, a Roma oppure a Trieste: è quanto si propone di ottenere il Partito Radicale, insieme al riconoscimento unilaterale della Macedonia da parte del Governo italiano.
Di queste ed altre iniziative si è parlato oggi in una conferenza stampa, alla quale hanno partecipato i dirigenti radicali Emma Bonino, Sergio Stanzani e Paolo Vigevano; Ottavio Lavaggi, radicale e responsabile Esteri del Pri; Francesco D'Onofrio, deputato democristiano e iscritto radicale; Enrico Modigliani.
Emma Bonino, ricordando che domani ricorre l'anniversario dell'assedio di Sarajevo, ha sollecitato l'applicazione della risoluzione 808 dell'ONU che prevede un tribunale permanente contro i crimini di guerra. Il progetto italiano elaborato dalla commissione istituita il 17 febbraio scorso e presieduta dall'attuale ministro di Giustizia Vincenzo Conso, sembra essere il più valido in confronto a quelli francesi e svedese presentati anch'essi di recente. "La proposta italiana è migliore - ha deddo Bonino, neosegretario del Pr - perchè più giuridica. Non prevede infatti condanne in contumacia, esclude la pena di morte, ed è l'unica a contemplare lo stupro tra i crimini di guerra". (AGI)