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Agora' Agora - 5 aprile 1993
CROAZIA - Lettera aperta di Sandro Ottoni, consigliere generale PR, in risposta al commento pubblicato dal rubrica "ORTICA" nel settimanale Danas del 2.4.93. (n. 5287 ARC PARTITO RAD.)

Lettera aperta a DANAS - Zagabria 5.4.93

Cari signori della redazione,

e caro anonimo giornalista che cura la rubrica -Ortica-. Mi rivolgo a quest' ultimo, a lei, in deroga alla regola del giornalismo che addebita i pezzi non firmati all'intera redazione, poichè non voglio credere che quanto abbiamo potuto leggere su questa rubrica sia fedele espressione dell'intero corpo redazionale del -nuovo- Danas.

Vorrei rispondere al -suo- commentario del 2.4.93.

Noi forse, del partito radicale e della Lega per l'abolizione della pena di morte, siamo pazzi, come lei insinua. Certo in un mondo in guerra, dove suonano i cannoni e godono i trafficanti di armi, dove la giustizia è giustizia sommaria esercitata da bande armate e da individui criminali o fatti diventare criminali, in quel mondo parlare di giustizia e non di vendetta, di civilità giuridica e non di legge del taglione, di diritto o di tribunale internazionale, è difficile; per lei, caro signore, è evidentemente folle. Ma forse noi nonviolenti, noi ghandiani, apparteniamo ad una cultura che evidentemente non è la sua. Nella sua cultura, che è quella della morte sulla quale si può fare tanta bella ironia, come tutta la sua rubrica urticante vorrebbe dimostrare, chi non la pensa come lei è allora uno psicopatico o uno da mandare in prima linea. Questa cultura, cha ha già dato tanta prova di sè nella storia e da cui credevamo che Danas fosse fuori, è quella della corsa agli armamenti, dei totalitarismi e dei l

ager per i cosiddetti psicopatici.

Ma voglio darle un informazione, caro giornalista: non abbiamo bisogno del suo invito, noi ci siamo stati al fronte e ci andiamo tuttora. Il partito radicale è stato il primo partito al mondo a recarsi a Sarajevo durante la guerra e sotto le bombe, e più di una volta. E' anche stato il primo partito europeo a prendere posizione per il riconoscimento internazionale della Croazia. E' anche stato l'unico partito al mondo il cui leader, Marco Pannella, si sia recato al fronte della Slavonia in divisa militare croata e senza armi, proprio per difendere quegli ideali di nonviolenza di democrazia e di diritto internazionale che lei disprezza.

Ed è perchè siamo stato al fronte e ne abbiamo visto tutti gli orrori, che condanniamo la sentenza dei giudici di Sarajevo. Essi, con quella, hanno fatto valere un principio di vendetta delle vittime, nonmai un principio di giustizia e di civiltà giuridica quale si va internazionalmente affermando.

Lei, che difende la cultura della barbarie, dà a noi degli psicopatici perchè difendiamo la cultura del diritto. Bene, ne prendiamo atto, solo la invito a controllare se il suo vivavio di ortiche non cresca troppo vicino ai funghi mortali.

Sandro Ottoni

consigliere generale PR

 
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