"Bene. La DC ha deciso di "esserci", in questa campagna referendaria. Per il "sì" occupa con sufficienza gli spazi istituzionali, tanto perchè ci sono. Sul finanziamento pubblico, sulle prospettive post-referendarie essa resta, se non andiamo errati, alla linea De Mita: tutto va bene, a condizione che si "salvino" gli attuali partiti, alla Camera 60% di maggioritario, 40% di proporzionale.
Ma la DC "nuova" ha, come dicevamo, deciso di "esserci".
Per il "no" per il referendum sulla droga. Per motivi "morali", perchè si tratterebbe di una premessa alla "liberalizzazione", perchè non esprimerebbe una concezione solidale della vita sociale.
Dunque, sì al carcere per i semplici consumatori, per uno spinello. O, se vogliamo, per tre spinelli, magari in dieci anni. Dunque "sì" al divieto di un rapporto fiduciario, di un rapporto "solidale", oltre che professionale, fra medico e paziente. Il medico deve esser innanzitutto delatore; complimenti.
Intanto si trova la soluzione ai problemi della DC. Si passa al cosmetico semantico, nominativo: non più DC, ma PPE. Il contenuto, però, siatene certi, lo garantiscono Martinazzoli, Jervolino e Bianco, resta quello di sempre. E' lo Stato - con i carabinieri e l'assistenza - che deve punire chi divorzia, anzichè abbandonare o essere abbandonato; chi abortisce altrimenti che con mammane, cucchiai d'oro, gambi di prezzemolo; chi consuma derivati di canapa indiana, anzichè dell'uva o tabacco. Non gli basta l'imposizione di comunità o trattamenti "pubblici" che non ci sono; la convocazione dai prefetti, il ritiro delle patenti, la pubblica indegnità. Il PPE, per ora vuole la galera.
Ci si vendica di Tangentopoli. Todos caballeros, tutti a San Vittore. Viva il PPE.