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Agora' Agora - 16 aprile 1993
SINTESI PRIMA PARTE DELLA CONFERENZA-STAMPA DI MARCO PANNELLA

1) Da un mese l'Italia sta vivendo una esperienza letteralmente rivoluzionante.

Per la prima volta nella sua storia "la politica" esplode nella vita quotidiana, familiare, 24 ore su 24, in modo diretto, e non indiretto e sleale.

L'"equal time", la parità di tempi e di condizioni fra due "partiti", quelli del "sì" e del "no", in un contesto di assoluto dominio dello "spettacolo" politico su ogni altro, è novità letteralmente "sconvolgente".

La campagna referendaria, in tali condizioni, annulla d'un tratto, il voto di appartenenza, già fiaccato dal crollo del regime partitocratico, della maggior parte dei partiti, tutti tranne il PDS, che serba strutturalmente ancora controllo del territorio e degli apparati sociologici sociali e politici di "sinistra".

2) Occorre ricordare un precedente: quello in cui ci si confrontò sulle proposte referendarie del PR, sulla Legge Reale e sul finanziamento pubblico dei partiti.

Su quest'ultimo il 2,5% degli elettori dei partiti favorevoli, trovò un riscontro del 43,6% dei votanti nel referendum.

Ma i "sì" ebbero il 16,70 dei tempi di Tribune, situato per l'85% a oltre 20 giorni dal voto (episodio del "bavaglio"). I Telegiornali e i "contenitori" furono esclusivamente dei partiti dell'unità nazionale, contrari ai due referendum; guidati dal PCI. Alle ore 13 del giorno del voto, dal Viminale, il giornalista Rocco di TG2, in diretta, annunciò: "Si vota da stamane alle 8. Votano "sì" i sostenitori dei fascisti e dei terroristi. Votano "no" tutti gli altri, tutti i democratici". Sulla legge Reale anche il MSI era favorevole. In totale PR e MSI rappresentavano il 6% degli elettori. Il risultato fu all'incirca del 25% di "sì".

3) Da queste note si ricava la totale infondatezza dei criteri di previsione politica sui risultati referendari. I sondaggi sono per lo più, e sempre di più, manisfestamente inaffidabili, per entità di campionature e metodi di ricerca.

Tutto, invece, legittima la convinzione che, per ogni ora di campagna elettorale radiotelevisiva, l'esito tende a avvicinarsi a risultati aritmeticamente sempre più vicini.

4) Siamo entrati in pieno in una situazione "american", forse più che "americana". I Partiti come la DC, il PSI, il PSDI, il PRI, in parte i Verdi sono scomparsi come attori politici dello scontro. Il PDS si appresta ad amministrare la probabile vittoria del "sì" in alleanza con almeno una parte dei partiti del "no", in una corsa contro il tempo, per arrivare a governare politicamente il Parlamento ed il paese, offrendo metodi elettorali diversi per serbare la presenza dei vari partiti della partitocrazia, e di quelli oggi esistenti. Unisce profondamente referendum, riforme istituzionali e partecipazione e leadership del governo e del potere.

Il che è assolutamente legittimo, tanto quanto presuppone metodi e calcoli illegittimi per esser perseguito.

5) Mentre da parte nostra si è condotta una campagna assolutamente finalizzata alla vittoria dei "sì", da ogni parte sembrano prevalere calcoli estranei a questa battaglia.

Anche il Comitato "Segni" è divenuto il Comitato promozionale sul piano politico, di Mario Segni. Da "Il Giornale" a "La Repubblica" è stata lanciata una campagna, risultata vincente, per assicurare la sola caratterizzazione cattolico-moderata della leader-ship del momento referendario. In tal modo, si è creata una gravissima situazione di fragilità dell'elettorato riformatore non laico e di sinistra. Se la verità - e la realtà degli apporti pratici - fossero stati invece rispettati e si fosse quanto meno riconosciuta una duplice leader-ship, Segni-Pannella, ricordando l'effettiva paternità di cronaca e di strategia referendaria, avremmo avuto effetti diversi, opposti.

6) Per finire sottolineo la calata nella concreta lotta referendaria della DC, solamente rispetto al referendum sulla droga. Questa calata è giunta all'improvviso in totale e strumentale rottura con gran parte del mondo degli operatori, e degli operatori cattolici, oltre che dell'opera del Governo. Per far questo occorre segnalare che il Segretario della DC, Martinazzoli, interviene su "Il Popolo" con affermazioni menzognere, inaudite. (documentazione)

CONCLUSIONI: DATE DIRETTAMENTE IN CONFERENZA STAMPA, SENZA SINTESI SCRITTA.

 
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