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Agora' Agora - 17 aprile 1993
Tribunale Internazionale: l'Italia offre la sede
Dichiarazione di Emma Bonino: "Occorre istituirlo subito e procedere perchè diventi organismo permanente".

Il 6 aprile scorso in occasione dell'anniversario dell'attacco contro Srajevo il Pr chiedeva che l'Italia si offrisse come sede del Tribunale Penale Internazionale. Ora la disponibilità italiana è ufficiale. Lo ha deciso ieri il Consiglio dei Ministri.

Il prossimo 22 aprile Boutros-Ghali presenterà il rapporto relativo all'istituzione del Tribunale penale internazionale.

"E' importante che il Consiglio di Sicurezza - afferma Emma Bonino - ricevuto il progetto del Segretario Generale decida immediatamente la costituzione, la composizione, il mandato e le competenze del Tribunale e avvii subito le procedure istruttorie per l'acquisizione di ogni prova utile all'immediato svolgimento dei processi."

Queste le richieste contenute nell'appello promosso dal Pr e rivolto alle Nazioni Unite per istituire il Tribunale internazionale permanente.

"Ritengo assolutamente importante - prosegue Emma Bonino - che si agisca a livello internazionale perchè l'organismo deciso dalle Nazioni Unite sia intanto subito istituito e perchè si trasformi in organismo permanente che abbia competenza sui territori che sono coinvolti in conflitti. Questo sarebbe un contributo fondamentale per la effettiva possibilità di applicazione del diritto internazionale".

- Segue una breve ricostruzione cronologica

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Tribunale Internazionale / alcune date significative.

6 ottobre 1992: La Commissione di Esperti. Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU istituisce una Commissione di Esperti per indagare sulle violazioni del diritto umanitario internazionale nel territorio della ex-Yugoslavia. Della Commissione fa parte Cherif Bassiouni, docente di Diritto ed esperto di Scienze Criminali, iscritto al PR.

2-5 dicembre 1992: Il Convegno di Siracusa. Si svolge a Siracusa il convegno internazionale per la creazione di una Corte penale internazionale. Il Convegno è organizzato tra gli altri da "Parliamentarians for Global Action" e dall'ISISC (Istituto Superiore Internazionale di Scienze Criminali), ed è presieduto dal professor Cherif Bassiouni; al Convegno sono presenti giuristi e parlamentari di tutto il mondo

Per casi di aggressioni belliche, e anche contro la criminalità organizzata internazionale, ad esempio contro il traffico di stupefacenti, contro il traffico internazionale di minori, contro lo sfruttamento sessuale di donne e bambini, contro il terrorismo internazionale, una corte penale potrebbe servire da deterrente o, almeno, essere strumento di punizioni nei confronti di coloro che sembrano non temere niente e nessuno. Questi, alcuni presupposti del Convegno di Siracusa, che il Pr, attraverso il suo Presidente, Emma Bonino, aveva chiesto al Presidente del Governo italiano, Giuliano Amato, di co-promuovere.

22 gennaio 1993: La Commissione italiana. In seguito alle pressioni del Gruppo Federalista Europeo e del Partito Radicale, il Governo italiano (insieme ad altre importanti decisioni relative alla situazione nella ex-Yugoslavia, incluso l'invito al Sindaco di Sarajevo), istituiva una commissione di studio sul tema "composta da alti magistrati ed esperti - si legge nel comunicato di Palazzo Chigi: vedi allegato - incaricata di predisporre entro 30 giorni una proposta del Governo italiano, da sottoporre alle appropriate istanze internazionali, in ordine alla creazione di un Tribunale internazionale preposto a giudicare i crimini contro l'umanità."

17 febbraio 1993: La proposta italiana. In base allo studio della commissione, presieduta dall'attuale Ministro di Grazia e Giustizia italiano Giovanni Conso, e che aveva tra i suoi membri il professor Antonio Papisca, docente di dirtto internazionale all'Università di Padova, il Governo italiano presentava alle Nazioni Unite una proposta, un vero e proprio progetto di statuto, per la creazione di un Tribunale internazionale incaricato di giudicare i crimini commessi nell'ex Jugoslavia. Alla proposta italiana si aggiungevano analoghe proposte francese e svedese.

22 febbraio 1993: La Risoluzione 808. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, con la risoluzione 808, decideva "l'istituzione di un Tribunale internazionale per giudicare i responsabili di gravi violazioni del diritto umanitario internazionale commesse sul territorio dell'ex Jugoslavia dal 1991". Da quella data, il Segretario Generale Boutros Boutros-Ghali ha due mesi di tempo per formulare una proposta su come procedere alla creazione dell'organismo.

6 Aprile 1993: Conferenza stampa del Pr.

Il Pr chiede che l'Italia si offra come sede del Tribunale Penale Internazionale, onde superare anche questo eventuale tipo di problemi.

L'intervento dell'ONU concerne una soluzione giudiziaria specifica, propria al dramma jugoslavo, più che la creazione di un giudice internazionale competente in astratto per le ipotesi di crimini internazionali.

Non c'è dubbio che l'ONU, con la sua decisione, abbia compiuto il primo passo verso una posizione più vigorosa rispetto a quanto avviene nei Balcani. E' necessario, ora, dare forza a questa decisione, por fine alla barbarie che si va consumando, ai massacri della popolazione civile, ai campi di concentramento, agli stupri che continuano, alla pratica feroce della "pulizia etnica", alla guerra di aggressione.

16 aprile 93: Il Consiglio dei Ministri decide di candidare una città italiana come sede della futura Norimberga jugoslava.

22 aprile 1993: Il Rapporto di Boutros-Ghali. Dove avrà sede il Tribunale? Secondo quale rito dovrà giudicare? Chi svolgerà il ruolo chiave del pubblico ministero? Avrà questi a disposizione forze di polizia per svolgere il proprio ruolo? Quali reati si potranno giudicare? Una volta avuta la sentenza, in quale carcere dovrebbero essere rinchiusi i colpevoli?

 
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