Occhetto perde le staffe ma non il vizio. Si pone come capo dello schieramento dei "no" "dei sì" più conservatori, per salvare il regime. E le sue minacce non sono che fanfaronate, le ultime.
"E' bastato poco per far perde le staffe a Occhetto. Il combinato disposto fra un sondaggino che lo dava "primo" (al 20%) e la constatazione che, dal 19 aprile, non sarà affatto il leader incontestato di alcunchè, nemmeno delle forze referendarie o del Governo, lo ha messo in tilt, e appare a tutti che il vecchio orsacchiotto ha perso il pelo, ma non il vizio.
Occhetto ha assicurato che ci e mi farà star zitto, d'ora in poi. Che "alla Camera Pannella conta su quattro gatti". Che "il PDS è l'unico partito referendario". Che "conteranno i voti del PDS, del PSI e dei cattolici", non gli altri.
Si potrebbe continuare per molto, anche limitandosi alla dichiarazioni di queste ultime ore. Ma basta la riaffermata volontà di rimettere immediatamente in discussione il risultato referendario, con una "nuova legge per il Senato e per la Camera" "che lasci anche un'ampia rappresentatività ai partiti", per trovare la conferma che il PDS si è costituito nell'ultima casamatta del regime, preparandosi a rappresentare le parti più conservatrici dello schieramento dei "no" e dei "sì", nel loro ultimo sussulto partitocratico.
I "no" costituiscono il solo patrimonio di Occhetto in questo tentativo. Se saranno pochi, ed i sì moltissimi, quest'ultimo tentativo trasformistico dei vecchi partiti avrà breve durata, e non potrà impedire la nascita del partito democratico all'interno della dialettica bipartitica o tripartitica che la Riforma dovrà assicurarci.