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Agora' Agora - 28 aprile 1993
IL PRIMO MINISTRO BUTHELEZI INCONTRA A ROMA PANNELLA E BONINO.

Nel corso della sua breve visita in Italia il leader Zulu Mangosuthu Buthelezi (Primo Ministro dello stato sudafricano del KwaZulu) ha incontrato a lungo Emma Bonino e Marco Pannella, ai quali ha espresso il più sincero e profondo riconoscimento per essere stati i "primi ad aver marcato il corso della storia italiana e quindi europea con una rinnovata consapevolezza dell'importanza dei diritti del cittadino. Ammiriamo le molte campagne che Marco Pannella ha condotto, spesso sostenute da digiuni, tese a indurre il Governo italiano e quindi la Comunità Europea a destinare una porzione dei loro bilanci all'aiuto delle popolazione affamate dell'Africa".

Nel corso dei colloqui Buthelezi, ricordando che il suo partito si ispira alla nonviolenza politica, ha quindi illustrato la gravità della situazione in Sudafrica, aggravata dalle serissime preoccupazioni relative alla volontà, che sembra vede accomunati il Governo De Klerk e l'ANC di Mandela, di fissare nuove elezioni politiche senza stabilire preventivamente un nuovo assetto costituzionale/istituzionale del paese. Troppo spesso in Africa, ha detto Buthelezi, le elezioni non soltanto non hanno risolto alcun problema, ma hanno aperto le porte a più drammatici e tragici scontri. Il leader Zulu ha quindi illustrato le ragioni della proposta di Costituzione sudafricana predisposta dal partito Inkatha, che prevede un assetto federalista della Repubblica.

Gli esponenti radicali hanno espresso il loro apprezzamento per la così forte volontà di Buthelezi di incontrarli, e hanno affermato che il Sudafrica rischia oggi di scontare durissimamente l'assenza dell'Europa, incapace di rispondere e di imporre soluzioni alla tragedia dell'ex-Yugoslavia, e ancor meno quindi capace di sostenere un processo realmente democratico in Sudafrica, in un paese che sempre i radicali hanno individuato come dotato almeno di caratteri istituzionali tipici della democrazia politica, anche se intollerabilmente goduti da una sola parte della popolazione. L'Europa e l'occidente democratico hanno saputo soltanto sollevarsi, giustamente, in difesa di Nelson Mandela, ma si sono costantemente rifiutati - razzisticamente - di sostenere un processo di affermazione della democrazia politica in Sudafrica.

Gli esponenti radicali hanno concordato sul fatto che le elezioni libere in sé potranno addirittura aggravare la situazione se non inquadrate in un nuovo contesto democratico, costituzionale, istituzionale e amministrativo: non esistono ancora nemmeno le liste degli elettori aventi diritto al voto.

I radicali sono impegnati a investire il Parlamento Europeo della situazione in Sudafrica, e quindi i parlamenti nazionali in cui sono presenti deputati iscritti al PR.

Emma Bonino ha invitato Buthelezi a prendere parte alla Assemblea che vedrà convergere a Sofia (Bulgaria), a fine giugno, gli oltre 500 parlamentari e membri di governo iscritti al Partito Radicale.

 
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