Roma 29 aprile 1993
Le gravi perplessità, le gravi critiche, i gravi errori possibili che possono motivare opposizione o non sostegno del Governo Ciampi. Con l'augurio che il Parlamento e il Presidente del Consiglio siano in condizioni di andare oltre.
Il Presidente Ciampi, all'inverso di quanto fatto dal Presidente Scalfaro nell'affidargli l'incarico, ha indubbiamente accettato di subire un grave condizionamento da parte della partitocrazia.
Mentre nulla sappiamo né possiamo intuire quanto all'importanza (ché di questo si tratta) della politica economica che concretamente sarà proposta, molto temiamo su quelle riforme istituzionali e elettorali per le quali avevamo con fermezza richiesto neutralità assoluta da parte del Governo, e autonomia assoluta da parte del Parlamento.
Gravissimo ci appare anche la strumentalità e la marginalità con le quali si è giunti, notoriamente, alla scelta del titolare della Farnesina, in una situazione drammatica della politica di liquidazione della costruzione europea da parte degli Stati nazionali e delle burocrazie europee, multinazionali e nazionali, di allontanamento dell'Italia dall'Europa per motivi complessi ma anche chiari.
Se nel Parlamento non si manifesterà in questa occasione una forza politica e numerica adeguata per sottolineare i pur immensi passi avanti che sono divenuti possibili, ed i molti interrogativi cui deve esser data immediata risposta sul come siano previsti o imprevisti, e per rifiutare di inchinarsi meccanicamente ad una parvenza di "unità nazionale", ebbene questo Parlamento si sarà da solo indebolito oltre i livelli di guardia tollerabili.