"Ho appreso con sdegno e un pò di commiserazione l'offerta fatta, alle ore 14,05 di oggi, dopo che io avevo inviato al Presidente del Consiglio una lettera che poneva problemi politici e di stile, a Emma Bonino di fare il sottosegretario agli Esteri con la delega alla cooperazione.
In passato, almeno, vi poteva essere la scusa o l'attenuante del manuale Cencelli e del mercato partitocratico di correnti e vacche.
Ma osare proporre per un Governo non partitocratico, ma - diciamo - meritocratico, fatto sulla base dell'art. 92, in base al valore ed alle esperienze delle persone, a qualcuno che da quasi ventanni, nel Parlamento italiano ed in quello europeo, nelle grandi lotte per i diritti civili, umani, politici, con capacità e dedizione senza pari, ha conquistato rispetto e ammirazione nelle massime assise internazionali, e ricopre oggi un incarico transnazionale di guida di una organizzazione politica cui partecipano oltre settecento parlamentari di tutto il mondo, osare proporre, dunque a qualcuno come Emma Bonino questo incarico desta incredulità prima ancora che pena.
Anche se si passasse al metodo sempre rischioso dei confronti e dei paragoni, persona per persona, ministro per ministro, onestà per onestà, capacità per capacità, non riuscirei ad apprezzare la differenza fra questo comportamento e quello dei peggiori fra i predecessori.
COLGO QUESTA INFELICE OCCASIONE PER TORNARE A SOLLECITARE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO A CHIARIRE IN MODO CHIARO QUALE SIA LA VERITA', SE QUELLA DELL'ON. BOSSI E DI ALTRI, O QUELLA CORRISPONDENTE A COSTITUZIONE E LOGICA POLITICA.