Dichiarazione di Giorgio Pagano, Segretario dell'Associazione radicale "Esperanto" e membro della Commissione ministeriale.
Oggi con il Mercato unico ciascuno degli europei avrebbe diritto a poter lavorare, o cercare lavoro, qualche mese in Germania, qualche altro in Portogallo o in Grecia, e così via per diversi Paesi. Invece, proprio la mancanza di una lingua federale europea ci obbliga ad avere minima mobilità: chi è in grado di dialogare nelle oltre due decine di lingue dei 18 stati che partecipano al Mercato unico?
Dopo le prese di posizione anche di Umberto Eco a favore dell'esperanto come lingua veicolare europea ecco finalmente una Commissione ministeriale della pubblica istruzione che, senza pregiudizi, valuterà la necessità dell'introduzione della Lingua Internazionale nelle scuole italiane sia come insegnamento di Orientamento linguistico alle elementari (per apprendere meglio e più celermente le altre lingue) sia come lingua di comunicazione transnazionale senza popoli o classi privilegiati.
Ma affinchè tali iniziative non rimangano isolate, è importante che il progetto di campagna politica transnazionale del Partito radicale per il "diritto alla lingua e alla Lingua Internazionale" cominci a realizzarsi al più presto.
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