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Agora' Agora - 11 maggio 1993
RASSEGNA STAMPA DEI SETTIMANALI CROATI
a cura di Beba Klaric

NEDELJNA DALMACIJA - settimanale croato di sinistra, sede a Spalato

- ANCHE DOPO ATENE TUTTE LE OPZIONI SONO POSSIBILI - editoriale di Zdravko Tomac, 2. pagina, 2/3 di pagina; riassunto: Con la firma del leader dei serbi bosniaci ad Atene niente è stato risolto definitivamente. E mentre lo stesso Karadzic è consapevole della propria rovina nel mondo politico (perché il suo futuro dopo la firma è molto insicuro: o lo uccideranno gli stessi serbi bosniaci, o verrà processato per i crimini di guerra, o finirà in una clinica mentale), il suo capo di Belgrado, Slobodan Milosevic, sta di nuovo giocando un grande gioco, esprimendo nuove posizioni politiche come lo è per esempio quella sul fatto che adesso i serbi non sono contrari al piano pacifico perché hanno ottenuto delle garanzie di poter realizzare non solo quanto avevano ottenuto fin ora, con l' aggressione, ma anche altri obiettivi, non previsti nel piano Vance-Owen. Inoltre, il mondo ha promesso a Milosevic che gli sarà perdonato quanto ha commesso fin ora se riuscirà a convincere i serbi bosniaci ad accettare il piano d

i pace. Perciò l' opposizione serba che valuta la firma di Atene come la rovina della politica di Milosevic non ha grandi possibilità di cambiare qualcosa nel vertice serbo. Secondo Tomac, la possibilità di avere degli scontri a Belgrado è minima. Anche se i parlamentari di Pale rifiuteranno il piano Vance-Owen e così costringeranno Milosevic ad intraprendere delle misure drastiche (embargo economico) contro i suoi fratelli bosniaci. E chiaro che ai serbi è stato promesso: il corridoio di Posavina (per collegare Banja Luka e Belgrado), l' arrivo delle truppe russe alle quali i serbi credono, ed anche la possibilità di negoziare sui confini delle provincie. Queste concessioni da parte della comunità internazionale, Milosevic ha trasformato in una grande vittoria.

Però anche gli oppositori al piano Vance-Owen hanno dei forti argomenti nel valutare la firma di Karadzic come il crollo della politica grande serba. Questi ultimi, in effetti, ritengono che i serbi adesso devono rinunciare alla creazione della Serbia occidentale (cioè all' unificazione delle Krajine in Croazia con quelle della BiH), e devono anche accettare un futuro comune con i croati ed i musulmani in uno stato (cioè la BiH) che secondo loro era definitivamente diviso in tre parti e la Repubblica serba in BiH dovrà perdere tutte le sue connotazioni statali.

Quindi, secondo Tomac, l' argomento cruciale per convincere i serbi alla pace è quello di insistere sull' ultimatum e sull' intervento militare, perché i seguaci della politica grandeserba conoscono solo l' argomento della forza.

La realizzazione del piano Vance-Owen sarà complicata e difficile, perché anche le altre due parti dovranno rinunciare ai loro obiettivi. Anche a quelli già realizzati. I musulmani dovranno rinunciare ad una BiH dominata dalle forze politiche musulmane, e i croati dovranno accettare la divisione della Comunità croata in Bosnia ed Erzegovina in tre provincie. Il piano Vance-Owen dimostrerà il suo vero valore nella possibilità di realizzare la convivenza dei tre popoli sotto il protettorato dell' ONU. Se vincerà la concezione di creare delle provincie in base alla nazionalità, cioè la concezione della decisiva divisione dei tre popoli, allora lo stato della BiH non sopravvivrà.

A questo punto si dimostra estremamente importante un' accordo tra i musulmani ed i croati della BiH come l' inizio della sopravvivenza tra i popoli.

(Nell' intervista data l' 8.05. al quotidiano croato, Vecernji list, dr Zdravko Tomac esprime le stesse posizioni come in questo commento e aggiunge anche un' osservazione sul Partito radicale dichiarando che fa parte del Pr e che : "Il Pr è al giorno d' oggi l' unica forza che non ha perso il credito politico né in Italia né nel mondo.(...) Il Pr vuole diventare una forza morale che potrà promuovere iniziative ed impegnarsi in tutto il mondo. E' una forza che raduna allo stesso tavolo anche coloro che sono in guerra. Il Pr ha fatto più di tutti per il riconoscimento internazionale della Croazia.(..) Tenterò di iscrivere in questo partito 30 parlamentari del Parlamento croato, provenienti da tutti i partiti. Il mio orientamento politico era ed è di impegnarmi come una persona che collega e non come un politico che sta lottando soltanto per il potere.")

SONDAGGIO DELL' OPINIONE PUBBLICA effettuato per telefono. 150 cittadini di Zagabria, Zara e Osijek, intervistati nel periodo tra il 31 aprile e 2 maggio hanno risposto così alle seguenti domande.

1. Se questo porterebbe alla costituzione pacifica dell' amministrazione croata sull' intero territorio della Repubblica, accetterebbe:

a) Che alcuni territori, minori, venissero lasciati ai serbi, anche se lì c' è la maggioranza croata:

sì 17,4%

no 62,5%

non lo so 20,1%;

b) Una debole associazione economica della Croazia con la Jugoslavia:

sì 56,5%

no 33%

non lo so 10,5%;

2. Una pace solida nella ex-Jugoslavia si può raggiungere solo tramite trasferimenti di popoli interi nelle loro comunità etniche?

sì 17,7%

no 72%

non lo so 10,3%

3. Secondo l' attuale posizione internazionale e militare della Croazia, quale delle seguenti opzioni per la costituzione dell' amministrazione croata sull' intero territorio della Repubblica preferisce:

un' azione militare dell' Esercito croato - 35,2%

trattative con i serbi - 63,4%

non lo so - 1,4%

4. Appoggerebbe le trattative con serbi nel caso questa situazione continuasse ancora per qualche anno:

sì 17,4%

no 72,2%

non lo so 10,4%

 
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