I sottoscritti Marco Pannella, Emma Bonino, Roberto Cicciomessere, Pio Rapagnà, Marco Taradash, Elio Vito
premesso che il Ministro Livio Paladin ha ufficialmente dichiarato che il lavoro del Parlamento e della sua Commissione Bicamerale non potrebbe in alcun modo esser portato a compimento, per quanto concerne le riforme istituzionali, poichè il Parlamento stesso non avrebbe più di un solo anno di vita;
premesso che i rapporti fra Esecutivo e Legislativo, secondo la Costituzione e secondo ogni prassi rispettosa dello Stato di Diritto, non consentono "private" elusioni delle proprie pubbliche, funzionali responsabilità da parte di Ministri, tanto meno se non eletti dal popolo e quindi privi di qualsiasi altra autonoma rappresentanza di interessi pubblici e nazionali;
premesso che il Parlamento non può esser sciolto, nel corso di una legislatura, se non per iniziativa del Presidente della Repubblica, uditi i Presidenti delle Camere;
premesso che nel caso del Ministro Livio Paladin, già Presidente della Corte Costituzionale, non si può supporre, in astratto, la non conoscenza di fondamentali norme e regole istituzionali e costituzionali,
interpellano il Presidente del Consiglio per sapere quali considerazioni ed, eventualmente, provvedimenti, egli intenda fare e prendere sull'episodio suddetto, vista la sua gravità politica ed istituzionale, la sua scorrettezza nei confronti delle prerogative del Presidente della Repubblica e del Parlamento.